Dieci campioni su venti oltre i limiti di legge. Situazione critica soprattutto alle foci dei fiumi, dove persistono elevate concentrazioni di batteri. Peggiora la situazione in Versilia, mentre arrivano timidi segnali di miglioramento in altre aree della regione.
La qualità delle acque lungo il litorale toscano continua a destare preoccupazione. L’ultimo monitoraggio di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata alla tutela del mare, fotografa una situazione ancora critica: la metà dei 20 punti campionati è risultata oltre i limiti di legge, con il 20% classificato come inquinato e il 30% addirittura fortemente inquinato.
L’indagine, effettuata tra il 6 e l’8 luglio, ha interessato prevalentemente le foci dei fiumi e gli scarichi, da sempre considerate le aree più vulnerabili a causa di depuratori insufficienti o reti fognarie non adeguate. I controlli hanno rilevato concentrazioni elevate di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale che, quando superano i limiti fissati dalla normativa, fanno scattare la segnalazione alle autorità competenti.
Versilia maglia nera: entrambi i punti oltre i limiti
Tra le situazioni più critiche emerge quella della provincia di Lucca, dove entrambi i punti monitorati sono risultati contaminati. La foce del fosso Fiumetto, a Marina di Pietrasanta, è stata giudicata fortemente inquinata, mentre la foce del fosso Abate, al Lido di Camaiore, è risultata inquinata.
Le altre province: criticità diffuse lungo la costa
In provincia di Massa-Carrara due punti sono risultati fortemente inquinati, alla foce del torrente Lavello e del fiume Brugiano, mentre resta entro i limiti soltanto la foce del fiume Versilia, nel comune di Montignoso.
In provincia di Grosseto, tre dei sei campioni hanno evidenziato criticità: la foce del fiume Osa è risultata inquinata, mentre la foce del fiume Gora e quella del fosso della Tagliata Etrusca sono state classificate come fortemente inquinate.
Nel Livornese, comprese le località dell’Isola d’Elba, quattro punti sono rientrati nei limiti, ma restano problematiche la foce del fosso Salivoli, a Piombino, fortemente inquinata, e il tratto del Moletto del Pesce di Marciana Marina, giudicato inquinato.
Va decisamente meglio, invece, in provincia di Pisa, dove sia la foce dell’Arno a Marina di Pisa sia quella del canale scolmatore a Calambrone sono risultate pienamente nei limiti previsti dalla normativa.
Cartelli assenti nella maggior parte dei casi
Oltre alla qualità delle acque, Legambiente punta il dito anche contro la scarsa informazione ai bagnanti. Nel 60% delle foci monitorate mancavano i cartelli di divieto di balneazione, mentre nell’85% dei punti controllati erano assenti le indicazioni sulla qualità delle acque, nonostante rappresentino uno strumento fondamentale per informare cittadini e turisti sui possibili rischi sanitari.
Qualche segnale positivo, ma la strada è ancora lunga
Rispetto allo scorso anno si registrano alcuni miglioramenti, in particolare alla foce del fiume Versilia, tornata entro i limiti dopo essere stata classificata come fortemente inquinata nel precedente monitoraggio, e in alcune aree dell’Elba. Tuttavia, secondo Legambiente, le criticità più gravi restano concentrate nelle zone di Salivoli, Follonica e Ansedonia, a conferma della necessità di investire nel potenziamento dei sistemi di depurazione e nella riqualificazione dei corsi d’acqua, sempre più sotto pressione a causa dell’aumento della popolazione estiva e degli effetti della crisi climatica.