PISA – Pende, ma non cede. È questo il paradosso che da secoli rende la Torre di Pisa uno dei monumenti più studiati al mondo. Anche il terremoto di magnitudo 4.3 che ieri ha fatto tremare la Toscana settentrionale non è riuscito a metterla in difficoltà.
Per precauzione le visite sono state sospese per il tempo strettamente necessario ai controlli, ma l’esito delle verifiche è stato positivo: nessun danno e riapertura immediata del campanile.
La spiegazione di questa sorprendente resistenza non è un mistero, bensì il risultato di anni di studi scientifici.
Il segreto si trova sotto i piedi della Torre. Il terreno soffice, ricco di argille e sabbie, non solo ha causato nei secoli la celebre inclinazione del monumento, ma oggi rappresenta anche la sua migliore difesa contro i terremoti. Durante una scossa, infatti, il sottosuolo assorbe parte delle vibrazioni e impedisce che l’energia venga trasmessa integralmente alla struttura.
Inoltre, proprio grazie alla sua particolare configurazione, la Torre disperde le forze sismiche invece di amplificarle, evitando di entrare in risonanza con il movimento del terreno.
Uno studio internazionale coordinato dall’Università Roma Tre ha ricostruito questo comportamento, dimostrando che il campanile è riuscito a superare almeno quattro violenti terremoti negli ultimi sette secoli. Un risultato che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale.
A garantire la sicurezza contribuisce anche un sistema permanente di monitoraggio, mentre i lavori di consolidamento conclusi nel 2001 hanno permesso di stabilizzare definitivamente l’inclinazione del monumento.
Così, mentre la terra continua a tremare, la Torre di Pisa resta in piedi. Un equilibrio fragile solo in apparenza, che da oltre ottocento anni continua a sorprendere il mondo.