PRATO – La vicenda degli spari esplosi ieri, domenica 16 agosto, all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Santo Stefano entra in una nuova, delicatissima fase.
Il procuratore di Prato Luca Tescaroli ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati dell’agente della polizia penitenziaria che ha sparato tre colpi di pistola durante il tentativo di fuga di un 22enne marocchino sottoposto a fermo.
L’ipotesi di reato è tentato omicidio.
A determinare la svolta investigativa sarebbero state soprattutto le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’ospedale. Alcune delle telecamere erano puntate proprio sulla zona nella quale si sono verificati gli spari e, secondo quanto emerge dagli accertamenti della Procura, i filmati avrebbero restituito una dinamica diversa rispetto a quella emersa nelle prime ore.
Le immagini sembrerebbero mostrare quella che gli investigatori stanno valutando come una sorta di “caccia all’uomo”, con l’agente impegnato nell’inseguimento del giovane. Un elemento che avrebbe portato il procuratore Luca Tescaroli a formalizzare l’ipotesi di tentato omicidio.
L’agente ha ricevuto un invito a comparire firmato dal procuratore Tescaroli e dovrà fornire la propria versione dei fatti, chiarendo le circostanze nelle quali ha utilizzato l’arma di servizio.
L’inchiesta è ancora nella fase degli accertamenti. La Procura dovrà mettere insieme filmati, rilievi della Scientifica, testimonianze e dichiarazioni dell’indagato per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti.
La fuga dalla Dogaia e la colluttazione
Il 22enne era arrivato al pronto soccorso dopo essersi ferito durante una fuga dalla zona del carcere della Dogaia. Era stato sorpreso mentre tentava di lanciare della droga oltre il muro di recinzione del penitenziario.
Il giovane aveva cercato di scappare, ma era caduto riportando una ferita. Gli agenti della polizia penitenziaria lo avevano quindi accompagnato al Santo Stefano per le cure.
Nonostante fosse ammanettato, avrebbe però dato in escandescenze, arrivando ad azionare un estintore e ad aggredire gli agenti che lo stavano piantonando.
Due poliziotti penitenziari erano rimasti feriti, riportando prognosi di 30 e 10 giorni.
Poi il nuovo tentativo di fuga. Ed è in quei concitati momenti che uno degli agenti addetti al piantonamento ha estratto la pistola ed esploso tre colpi.
Il terzo proiettile ha raggiunto il 22enne a una gamba. La pallottola ha attraversato l’arto, senza rendere necessario un intervento chirurgico.
Il giovane è stato trasferito all’ospedale di Pistoia, dove è tuttora ricoverato nella sezione di sicurezza riservata ai detenuti.
Adesso sarà l’inchiesta coordinata dal procuratore Luca Tescaroli a dover chiarire cosa sia realmente accaduto nel pronto soccorso e se la condotta dell’agente abbia superato i limiti dell’uso legittimo dell’arma, fino a configurare – secondo l’ipotesi accusatoria – il tentato omicidio.