TOSCANA — Sono dieci i casi di Dengue confermati in Toscana riconducibili a persone che nel mese di agosto hanno soggiornato o comunque frequentato una zona circoscritta tra Piombino e Baratti. La situazione è sotto osservazione da parte della Regione e delle aziende sanitarie, che hanno intensificato i controlli e le attività di prevenzione.
L’aumento dei casi ha fatto scattare le procedure previste per contrastare la diffusione delle arbovirosi, con particolare attenzione alla presenza della zanzara tigre, principale vettore della Dengue. Nelle aree interessate vengono effettuati interventi di disinfestazione e controlli ambientali finalizzati soprattutto all’individuazione e all’eliminazione dei focolai larvali.
Gli esperti invitano però a non creare allarmismi. La Dengue, infatti, non passa direttamente da una persona all’altra: il contagio avviene attraverso la puntura di una zanzara infetta. Nella maggior parte dei casi la malattia provoca sintomi simili a quelli di una sindrome influenzale e tende a risolversi nell’arco di alcuni giorni. Le forme più gravi sono meno frequenti.
In questa fase resta quindi fondamentale la prevenzione, soprattutto considerando che la presenza delle zanzare può essere ancora significativa. Anche le abitudini quotidiane dei cittadini possono contribuire a ridurre il rischio.
Il primo accorgimento riguarda l’acqua stagnante, dove le zanzare possono deporre le uova. Vasi, sottovasi, secchi, annaffiatoi, ciotole per gli animali e altri contenitori lasciati all’aperto devono essere svuotati con regolarità. Particolare attenzione anche alle piscine gonfiabili e ai recipienti utilizzati per raccogliere l’acqua piovana, che andrebbero adeguatamente coperti.
Per ridurre le punture è inoltre consigliabile utilizzare repellenti, indossare quando possibile abiti chiari e coprenti e installare zanzariere alle finestre e alle porte.
La Regione ricorda che la lotta alle zanzare rappresenta uno degli strumenti principali per contenere le arbovirosi e che gli interventi di prevenzione devono proseguire durante tutto il periodo di maggiore presenza degli insetti, indicativamente da marzo a novembre. Particolarmente efficace è il trattamento dei focolai larvali, perché consente di intervenire prima che le zanzare raggiungano lo stadio adulto.
Nel frattempo, l’attenzione resta alta anche in altre zone della Toscana. A Bagno a Ripoli sono stati confermati due casi collegati tra loro, con il contagio avvenuto, secondo quanto ricostruito, fuori dalla provincia. È stato inoltre segnalato un caso sospetto a Prato. Nei territori interessati sono stati predisposti interventi di disinfestazione dopo le verifiche ambientali effettuate dai tecnici della Prevenzione delle rispettive Asl.