LUCCA – Un nuovo anno scolastico da vivere con passione, responsabilità e fiducia, perché la scuola non sia soltanto il luogo della trasmissione delle conoscenze, ma uno spazio nel quale bambini, ragazzi e giovani possano crescere, diventare se stessi e trovare il proprio posto nel mondo. È questo il cuore del messaggio rivolto dall’arcivescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti, agli studenti e alle loro famiglie, ai dirigenti scolastici, agli insegnanti e a tutto il personale delle scuole di ogni ordine e grado dell’Arcidiocesi.
Un messaggio particolarmente significativo in un anno nel quale ricorrono i 60 anni della “Gravissimum educationis”, la dichiarazione del Concilio Vaticano II dedicata all’educazione e alla scuola.
Monsignor Giulietti parte dalle parole di Papa Leone XIV, secondo il quale i profondi e rapidissimi cambiamenti della società stanno esponendo bambini, adolescenti e giovani a fragilità nuove. Per questo, sottolinea il Pontefice, non basta conservare, ma occorre rilanciare, ricomponendo conoscenza e senso, competenza e responsabilità, fede e vita.
È proprio il concetto di “parlare al cuore” a guidare la riflessione dell’arcivescovo. Un’espressione che potrebbe sembrare lontana dal linguaggio della scuola, ma che Giulietti lega direttamente all’insegnamento di San Giovanni Bosco: “L’educazione è cosa del cuore”.
Non basta dunque trasmettere conoscenze e competenze. La scuola deve anche essere capace di offrire ragioni di vita e di speranza, stimolando nei ragazzi partecipazione, responsabilità e desiderio di dare il meglio di sé.
Perché, osserva l’arcivescovo, il proverbiale “pezzo di carta” non è più sufficiente a motivare nessuno. Dietro l’esperienza scolastica devono esserci la consapevolezza e il convincimento che sono in gioco il destino delle persone e quello dell’intera comunità.
Il compito educativo riguarda innanzitutto la famiglia e poi la scuola: aiutare a crescere, diventare se stessi e trovare il proprio posto nel mondo. E questo, sottolinea Giulietti, non può avvenire senza passione.
La passione di un dirigente scolastico può spingere tutti a lavorare meglio. Quella di un insegnante, quando riesce a trasmettere entusiasmo per la materia e attenzione verso gli alunni, può suscitare curiosità e impegno. E quando in una classe ci sono studenti che amano ciò che fanno, i risultati non tardano ad arrivare.
Al contrario, quando prevale il “tirare a campare”, la scuola perde efficacia e rischia di diventare un’esperienza alienante per tutti, a cominciare proprio dai ragazzi.
Il ricordo di Donatella Buonriposi
Nel suo messaggio monsignor Giulietti dedica poi un ricordo particolare alla professoressa Donatella Buonriposi, scomparsa poche settimane fa e ricordata con affetto da moltissime persone.
Il suo lungo impegno, vissuto con competenza e convinzione in diversi ruoli e proseguito anche dopo il pensionamento, viene indicato dall’arcivescovo come un esempio di cosa significhi credere nell’educazione e viverla come una missione per il bene dei giovani e dell’intera comunità.
Insieme a lei, Giulietti ricorda tutte le persone alle quali ciascuno deve qualcosa della propria crescita culturale, morale e spirituale.
“La passione nasce perché c’è qualcuno che sa trasmettere motivazioni e offrire esempi”, sottolinea l’arcivescovo, invitando così a non dimenticare, all’inizio di un nuovo anno scolastico, la gratitudine verso i maestri di scuola e di vita che ciascuno ha incontrato nel proprio cammino.
Le conquiste nate dalla passione
Giulietti guarda anche alla storia della scuola italiana e alle tante figure – pedagogisti, insegnanti, studenti, dirigenti e politici – che hanno contribuito a trasformarla.
L’estensione dell’obbligo scolastico, la coeducazione, l’attenzione alle persone con disabilità, l’evoluzione dei metodi e dei programmi di insegnamento, il protagonismo dei giovani, il coinvolgimento delle famiglie e dell’extrascuola e la prospettiva interculturale sono solo alcune delle conquiste ricordate dall’arcivescovo.
Risultati che non sarebbero stati possibili senza persone capaci di prendere a cuore la scuola e impegnarsi per renderla migliore.
Un’attenzione particolare viene poi rivolta alle scuole di ispirazione cristiana, che continuano a svolgere il loro servizio alle famiglie, ai giovani e al Paese nonostante le numerose difficoltà.
A dirigenti, educatori, religiose, genitori e agli stessi bambini e ragazzi delle scuole paritarie e parentali, Giulietti rivolge un pensiero affettuoso di vicinanza e di stima, richiamando ancora una volta le parole di Leone XIV: “L’educazione è una delle espressioni più alte della carità cristiana. Il mondo ha bisogno di questa forma di speranza”.
Dal 3 al 9 maggio torna la “Settimana della scuola”
Nel corso del nuovo anno scolastico tornerà anche la “Settimana della scuola”, in programma dal 3 al 9 maggio.
Saranno sette giorni di incontri e approfondimenti dedicati a comprendere ancora meglio quanto sia importante la scuola e come possa essere resa sempre migliore.
Il tema scelto sarà quello della “passione educativa”, riprendendo il pensiero di Papa Leone XIV contenuto nel documento Disegnare nuove mappe di speranza, pubblicato in occasione del 60° anniversario della dichiarazione conciliare Gravissimum educationis.
L’iniziativa sarà inoltre l’occasione per riflettere sulla situazione dell’alfabetizzazione nel mondo: un diritto che in Italia può apparire scontato, ma che ancora oggi viene negato a molti bambini e bambine in diversi Paesi, a causa della povertà e di gravi discriminazioni, comprese quelle legate al genere.
Il messaggio dell’arcivescovo di Lucca si conclude con un augurio rivolto a tutta la comunità scolastica: che il nuovo anno possa essere vissuto con vera passione, affinché ciascuno scelga di dare il meglio di sé.
Perché la scuola, conclude Giulietti, possa essere un luogo nel quale le persone diventano migliori e nel quale si pongono le basi per una società giusta, buona e pacifica.