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Santini “Sul caso Salemi quindici voti non sono una vittoria”


VIAREGGIO – “Quindici voti contrari e nove favorevoli non sono una vittoria politica”. È il commento di Alessandro Santini dopo la bocciatura, da parte del Consiglio comunale, della mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Salemi.
Secondo Santini, la maggioranza potrebbe leggere l’esito dello scrutinio segreto come una dimostrazione di compattezza, ma il quadro politico sarebbe invece più complesso. L’esponente di Viareggio Soprattutto sottolinea in particolare l’assenza di Forza Italia dalla seduta, ricordando le “fortissime perplessità” espresse nei giorni scorsi dal capogruppo Vittorio Fantoni sulla permanenza dell’assessore.
Santini evidenzia inoltre che la seduta si è svolta a porte chiuse e con voto segreto, mentre davanti al Palazzo comunale erano presenti cittadini con cartelli e messaggi di protesta. Salemi, aggiunge, non ha partecipato alla discussione.
Nel suo intervento Santini allarga poi l’analisi alla situazione amministrativa della città, sostenendo che il caso dell’assessore rappresenti soltanto uno degli elementi di una fase politica più ampia. Tra gli episodi citati ci sono i dubbi sui lavori di Villa Caproni, l’asse di penetrazione il cui avvio era stato indicato per settembre e la situazione dello Stadio dei Pini, con il Viareggio costretto a disputare le prime gare ufficiali a Seravezza.
Al centro della vicenda resta comunque il comportamento di Salemi, dopo la pubblicazione in un gruppo Telegram con oltre cinquemila iscritti della posizione dei posti di blocco delle forze dell’ordine. Una vicenda che aveva provocato la reazione dei sindacati di polizia e delle forze dell’ordine e che, secondo Santini, avrebbe dovuto portare alle dimissioni dell’assessore.
Dimissioni che Salemi aveva presentato e che la sindaca ha deciso di respingere. La maggioranza, con il voto contrario alla mozione di sfiducia, ha quindi confermato la fiducia all’assessore.
Per Santini, però, la votazione non chiude la questione politica. “Hanno salvato un assessore. Non hanno salvato la credibilità di Viareggio”, sostiene, parlando di una distanza sempre più marcata tra l’amministrazione e una parte della città.
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