VIAREGGIO – Oltre 3,6 milioni di euro per restaurare il Villino dove Giacomo Puccini compose Turandot, mentre a Viareggio si continua a fare i conti con sentenze sfavorevoli, debiti, interrogativi sui bilanci e lavori che rischiano di non essere completati. È il confronto, dai toni durissimi, tracciato da Alessandro Santini, della Lista Santini Viareggio Soprattutto, che punta il dito contro la gestione del patrimonio pucciniano e l’atteggiamento dell’amministrazione comunale.
“Lucca trova i milioni, Viareggio perde la voce” è il titolo scelto per il suo intervento. E l’esordio è già una provocazione: “Nessun dorma, cantava Calaf. A Viareggio, sui conti pucciniani, dormono tutti”.
Santini parte dai finanziamenti ottenuti dal sindaco di Lucca Mario Pardini, presidente della Fondazione Giacomo Puccini, che ha incassato dal Ministero della Cultura 1,6 milioni di euro per il recupero degli interni del Villino di viale Buonarroti, a Viareggio, dove il Maestro compose Turandot. Una cifra che si aggiunge ai 2,05 milioni già investiti per il rifacimento del tetto e delle facciate. Il totale supera così i 3,6 milioni di euro.
“La casa è a Viareggio, ma chi se ne prende cura lavora a Lucca”, sottolinea Santini, evidenziando quello che considera un paradosso: a investire sul luogo legato alla vita e all’opera del compositore è la Fondazione presieduta dal sindaco lucchese, mentre il Comune di Viareggio è finito in una lunga vicenda giudiziaria proprio con la stessa Fondazione.
Il riferimento è alle richieste di pagamento di Imu e Tasi avanzate dall’amministrazione comunale, sulle quali Viareggio ha incassato due sconfitte davanti alla giustizia tributaria nel corso del 2026, con le relative spese a carico dei cittadini. C’è inoltre un precedente contenzioso del 2023, portato fino in Cassazione, sul cui esito, evidenzia Santini, non si hanno ancora notizie.
Una vicenda che, secondo l’esponente della Lista Santini Viareggio Soprattutto, avrebbe dovuto provocare una presa di posizione politica anche da parte della maggioranza. Invece, sostiene, nell’ultimo Consiglio comunale il debito è passato senza che i consiglieri del centrodestra sollevassero interrogativi.
“Lucca restaura, Viareggio porta in tribunale chi restaura. E perde”, è la sua amara sintesi.
Ma le questioni aperte non si fermano al Villino. A Torre del Lago, ricorda Santini, si è arrivati a organizzare una raccolta di contributi per riverniciare il Gran Teatro. Sul fronte economico, il bilancio 2025 della Fondazione risulta pubblicato, ma sull’esercizio 2026, denuncia, permane una situazione poco chiara. È ancora senza risposta anche l’interrogazione presentata dal gruppo Maria Lina Marcucci Sindaca, che chiede chiarimenti sui possibili squilibri di bilancio e sui debiti bancari.
Infine Villa Caproni, un altro capitolo che rischia di trasformarsi in una corsa contro il tempo. Il Comitato nazionale ha destinato all’intervento 1.250.000 euro, da rendicontare entro il 31 dicembre. Ma il completamento dei lavori sarebbe a rischio, come avrebbe ammesso lo stesso presidente Miracolo.
Da qui la battuta amara di Santini: “Puccini ci ha lasciato una Turandot incompiuta e l’ha resa immortale. Villa Caproni rischia di restare incompiuta e basta”.
La richiesta conclusiva è rivolta direttamente all’amministrazione comunale: riferire in Consiglio prima di Natale e fare chiarezza sull’intera vicenda, contenziosi compresi. Per Santini non è più possibile rinviare un confronto pubblico sulla gestione delle risorse e sulla tutela dei luoghi pucciniani.
“Lucca porta a casa i milioni. Viareggio non può permettersi di restituirli”, conclude.