Il Carnevale di Viareggio perde una delle sue figlie adottive: addio a Chiara


VIAREGGIO – Aveva scoperto Viareggio quasi per caso, grazie a un’amicizia nata sui banchi di scuola. E da quel momento il Carnevale era entrato nella sua vita, fino a diventare qualcosa di molto più grande di una semplice passione.
È morta improvvisamente a 46 anni Chiara Casarotti, originaria di Cameri, in provincia di Novara. Una morte che ha lasciato sgomenti gli amici e, soprattutto, quella grande famiglia dei Carnevalari che negli anni aveva imparato a considerarla a tutti gli effetti una di loro.
Chiara non era nata a Viareggio, ma aveva scelto di tornarci più volte, stagione dopo stagione, attratta da quel mondo che aveva conosciuto quando era ancora ragazza. A farle scoprire il Carnevale era stata Erika Erra, sua compagna di scuola, con la quale aveva mantenuto un legame profondo.
Da allora Viareggio era diventata una presenza costante. Chiara partecipava alla vita dei Carnevalari e, soprattutto nei primi anni, arrivava dalla provincia di Novara insieme ad altri amici per dare una mano nell’organizzazione del Festival di Burlamacco: dagli allestimenti alla sistemazione della sala, fino ai tanti piccoli lavori che precedono uno spettacolo.
Un vero e proprio “distaccamento novarese”, come venivano affettuosamente chiamati.
Nel tempo aveva costruito a Viareggio amicizie importanti e legami che andavano ben oltre il Carnevale. Tra le persone a lei più vicine c’erano anche Simone Casani e Matteo Cima, uno dei cantanti che particolarmente amava.
E il rapporto con la città era diventato talmente forte che, quando Chiara si era sposata qualche anno fa, da Viareggio era partita una delegazione per festeggiare con lei.
Il Carnevale, però, non era soltanto una manifestazione da venire a vedere. Chiara lo viveva, lo ascoltava, ne conosceva le canzoni e ne respirava l’atmosfera. Una passione nata lontano dai viali e dagli hangar della Cittadella, ma diventata negli anni autentica e profondissima.
Per questo la sua scomparsa ha colpito così tanto la comunità carnevalara.
Al prossimo Festival di Burlamacco Chiara non ci sarà fisicamente, ma il suo ricordo accompagnerà certamente chi l’ha conosciuta. Perché la sua storia racconta anche qualcosa di importante sul Carnevale di Viareggio: non serve essere nati qui per sentirlo proprio.
Si può arrivare da lontano, incontrarlo quasi per caso e finire per portarselo dentro per sempre.
E Chiara, quel Carnevale, lo aveva davvero portato nel cuore.

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