Fiamme al Macondo, l’ombra del dolo sul rogo: caccia aperta all’uomo visto entrare poco prima

VIAREGGIO – Chi è entrato nell’ex Macondo pochi istanti prima che divampassero le fiamme? È una delle domande a cui stanno cercando di rispondere i Carabinieri, impegnati a ricostruire l’origine dell’incendio che sabato pomeriggio ha devastato lo storico locale della Darsena, da anni abbandonato. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella dolosa, ma al momento non si esclude neppure un incidente.

A fornire un possibile elemento utile alle indagini sarebbe stata una donna che ha contattato le forze dell’ordine dopo essersi accorta del rogo. La testimone avrebbe riferito di aver visto un uomo entrare nell’edificio e allontanarsi poco prima che le fiamme cominciassero a propagarsi, avvolgendo la struttura in legno.

Un particolare sul quale gli investigatori stanno concentrando l’attenzione. I Carabinieri sono al lavoro per verificare il racconto e raccogliere ulteriori riscontri, nel tentativo di identificare l’uomo e chiarire se il suo passaggio possa avere un collegamento con quanto accaduto. La testimonianza, da sola, non consente tuttavia di stabilire le responsabilità né di confermare che il fuoco sia stato appiccato intenzionalmente.

L’ex Macondo, un tempo frequentato dalla movida viareggina, da anni si trova in stato di abbandono. I locali sarebbero stati utilizzati come riparo di fortuna, con bivacchi e attrezzature per cucinare. Proprio questa situazione mantiene aperta anche la possibilità di un’origine accidentale dell’incendio: tra le ipotesi da verificare c’è quella di un eventuale malfunzionamento di una bombola o di un fornelletto utilizzato all’interno della struttura.

Per ricostruire la dinamica e individuare con maggiore precisione le cause del rogo, i carabinieri attendono la relazione definitiva dei vigili del fuoco, intervenuti sul posto per domare le fiamme fino alla tarda serata di sabato, concludendo le operazioni dopo le 22.30.

Le indagini proseguono quindi su più fronti, con l’obiettivo di verificare la testimonianza raccolta e accertare che cosa abbia innescato l’incendio. Solo gli ulteriori riscontri investigativi e tecnici potranno chiarire se dietro il rogo dell’ex Macondo ci sia un gesto volontario oppure una tragica casualità.

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