VIAREGGIO TORRE DEL LAGO – Nel giorno dello sciopero si può comprendere, e rispettare, che il servizio mensa subisca delle modifiche. Quello che le famiglie non sono disposte ad accettare, però, è che ai bambini vengano consegnati pasti giudicati inadeguati e frutta che, secondo le testimonianze dei genitori e degli insegnanti, sarebbe arrivata in condizioni tali da non poter essere mangiata.
A Viareggio e Torre del Lago la protesta dei genitori sta montando. Nel mirino c’è Icare, la società che gestisce il servizio di refezione scolastica, finita al centro delle polemiche dopo quanto sarebbe stato distribuito agli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie nella giornata di sciopero.
A dare voce alla contestazione è anche Michelangelo Di Beo, che ha affidato ai social una testimonianza particolarmente dura, accompagnata da una fotografia. “Questo è quello che mia figlia e i miei alunni hanno ricevuto nel sacchetto della mensa nella giornata di sciopero, che rispetto”, scrive, precisando che nel panierino c’erano due fette di pane con un piccolo rettangolo di fontina.
Non solo. Nel sacchetto, racconta l’insegnante, erano presenti anche un succo di mela, una merendina e della frutta. Proprio quest’ultima è uno degli aspetti che hanno suscitato maggiore indignazione: le banane, secondo la sua testimonianza, erano diventate nere e non sarebbero state mangiate dai bambini. Nel post viene inoltre mostrata una mela in condizioni che l’autore giudica inaccettabili per un servizio destinato agli alunni.
“Ma chi decide il pasto lo farebbe mangiare a suo figlio?”, è la domanda che accompagna la denuncia. Di Beo, che è un insegnante, racconta di essersi sentito in imbarazzo davanti ai ragazzi, tanto da essersi scusato con loro e averli invitati a riferire a casa che cosa avevano ricevuto.
La protesta non riguarda soltanto il panierino dello sciopero. Nel suo intervento, infatti, l’insegnante allarga la contestazione alla qualità della refezione scolastica anche nelle giornate ordinarie, sostenendo che il problema meriti una verifica più approfondita. Una valutazione che chiama in causa direttamente il servizio e che richiede risposte puntuali da parte dei soggetti responsabili.
Intanto, stando alle segnalazioni, diversi genitori avrebbero già deciso di rivolgersi formalmente a Icare attraverso una Pec. Le famiglie chiedono spiegazioni e vogliono capire come sia stato possibile distribuire alimenti giudicati così scadenti. La questione non è soltanto quella del pasto sostitutivo previsto in occasione dello sciopero, ma anche quella dei controlli effettuati prima della consegna e degli standard di qualità garantiti ai bambini.
È evidente che una giornata di sciopero possa comportare una riorganizzazione del servizio. Ma proprio quando la mensa non può funzionare secondo le modalità abituali, resta fondamentale assicurare un pasto adeguato, con prodotti in buone condizioni e adatti al consumo.
Adesso le famiglie aspettano risposte. Sarebbe opportuno chiarire quali alimenti fossero previsti nel panierino, quali verifiche siano state effettuate sulla frutta e quali procedure vengano adottate per garantire la qualità dei prodotti distribuiti nelle scuole.
Perché la refezione scolastica non è un dettaglio organizzativo e neppure una semplice voce di spesa: riguarda bambini che devono poter mangiare in condizioni adeguate durante la giornata scolastica. E quando arrivano segnalazioni accompagnate da fotografie e testimonianze dirette, la richiesta di chiarimenti non può essere liquidata come una polemica passeggera.