Caso panierino, una mamma denuncia: “Mia figlia è rimasta digiuna a scuola e si è messa a piangere per la fame”

VIAREGGIO – Dopo le polemiche sul pranzo servito nelle scuole il 14 ottobre, la segnalazione ai Nas, all’Asl e al Comune da parte di un babbo il cui bimbo frequenta la Vera Vassalle, arriva la protesta formale di una mamma, che ha deciso di mettere nero su bianco quanto accaduto alla figlia, alunna della seconda elementare del plesso Lambruschini. La donna ha inviato un reclamo a Icare e al Comune di Viareggio, inoltrandolo anche alla nostra redazione, per chiedere verifiche urgenti sulle condizioni del pasto distribuito durante la giornata segnata dalle agitazioni sindacali.

Nel racconto della madre, il momento più difficile è arrivato all’uscita da scuola. Erano circa le 16.20 quando è andata a prendere la bambina e le ha rivolto la consueta domanda su cosa avesse mangiato a pranzo. La risposta, però, non è arrivata a parole: la piccola è scoppiata a piangere, lamentando una fame intensa e mal di pancia.

La mamma ha quindi cercato di capire che cosa fosse successo, chiedendo informazioni a una compagna di classe della figlia. Secondo quanto riferito nel reclamo, il pranzo sarebbe consistito soltanto in pane e una fettina di formaggio. Un alimento che la bambina non gradisce affatto e che, di fatto, l’avrebbe portata a non consumare il pasto. Durante la giornata avrebbe mangiato soltanto la merenda che la madre le aveva messo nello zaino al mattino.

Ma la contestazione non riguarda soltanto la composizione del menu. Nel documento inviato alle istituzioni, la donna segnala anche la presunta cattiva qualità della frutta, descritta come marcia, e del pane, che a suo giudizio appariva stantio.

La madre precisa di comprendere il diritto di sciopero, riconoscendone il valore in una società democratica. Ciò che contesta, tuttavia, è che le conseguenze di un’agitazione sindacale possano ricadere sui bambini, privandoli di un pasto che sia adeguato e sufficiente. Tanto più, sottolinea, in presenza di un servizio di refezione scolastica per il quale le famiglie sostengono regolarmente una spesa.

Nel reclamo la donna definisce la vicenda “vergognosa” e chiede che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Tre, in particolare, le richieste rivolte a Icare e al Comune: verificare con urgenza la qualità e l’adeguatezza dei pasti distribuiti il 14 ottobre; chiarire quali misure alternative siano previste per assicurare un’alimentazione adeguata ai bambini in caso di scioperi o altri disservizi; fornire una risposta scritta alle contestazioni presentate.

Una vicenda che riporta al centro il tema della refezione scolastica e delle garanzie che devono essere assicurate agli alunni anche quando il servizio è condizionato da situazioni straordinarie. Perché, al di là delle ragioni di un’eventuale protesta sindacale, resta una domanda fondamentale: quali soluzioni vengono predisposte affinché nessun bambino debba trascorrere una giornata scolastica senza riuscire a consumare un pasto adeguato?

Ora la parola passa ai destinatari del reclamo, chiamati a verificare le circostanze segnalate e a chiarire quali procedure siano state adottate per tutelare gli alunni.

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