Svastiche sul murale di Chittò e Didala, Viareggio antifascista si mobilita: sabato il restauro e il presidio

VIAREGGIO – Un presidio per rispondere alle svastiche con la memoria, alla provocazione con la partecipazione e allo sfregio con un gesto concreto: restaurare il murale dedicato a Chittò e Didala. Dopo la deturpazione dell’opera “Essere umano, essere partigiano”, l’Assemblea Antifascista di Viareggio chiama a raccolta la città per sabato 17 ottobre, alle 10.30, quando è previsto il ripristino dell’opera accompagnato da una conferenza stampa.

Il murale, realizzato dall’artista Roberto Diatz in collaborazione con Ri.Cre.Azione Collettiva del Cantiere Sociale Versiliese, è stato preso di mira con simboli nazisti. Un atto che ha suscitato una dura reazione da parte dell’Assemblea Antifascista, che parla di un gesto riconducibile a una matrice neofascista e invita la cittadinanza a rispondere con una mobilitazione collettiva.

“Viareggio è antifascista!”, è il messaggio scelto per l’appello rivolto alla comunità. L’obiettivo è chiaro: non lasciare che l’imbrattamento cancelli il significato dell’opera e trasformare la risposta allo sfregio in un momento di partecipazione civile.

“Non ci fa paura e non ci fa arretrare”

Nel testo diffuso dall’Assemblea Antifascista, l’episodio viene definito una provocazione che non fermerà l’impegno di chi si riconosce nei valori della Resistenza.

“Questo attacco non ci fa paura e non ci fa arretrare di un passo”, si legge nell’appello, che richiama la storia della lotta partigiana e il contributo di chi combatté per liberare l’Italia dal nazifascismo.

Secondo i promotori, di fronte alle difficoltà sociali c’è il rischio che l’odio venga alimentato contrapponendo le persone più fragili. La risposta proposta è quella della solidarietà, della memoria storica e della partecipazione collettiva.

Da qui l’invito a tutta la Viareggio antifascista e solidale a prendere parte all’iniziativa di sabato mattina, per manifestare contro il gesto e contribuire al ripristino dell’opera.

Chittò e Didala, i volti della Resistenza da restituire alla città

Il murale raffigura Ciro Bertini, conosciuto come Chittò, e Didala Ghilarducci, marito e moglie e protagonisti della Resistenza. La loro storia è legata alla lotta contro l’occupazione nazista e il fascismo, una scelta che comportò sacrifici personali e conseguenze drammatiche.

L’opera era stata realizzata per restituire valore a uno spazio urbano e riaffermare, attraverso l’arte, una memoria che appartiene alla storia della città. La sua deturpazione assume quindi un significato che va oltre il danneggiamento materiale: colpisce un simbolo dedicato a chi si batté per la libertà.

Sabato mattina, con il restauro e la conferenza stampa, i promotori intendono ribadire che quella memoria non sarà abbandonata.

Il messaggio dell’Assemblea Antifascista è racchiuso nelle parole scelte per l’appello: «Essere umano, essere partigiano!». Una chiamata alla partecipazione per restituire ai volti di Chittò e Didala la loro dignità e riaffermare i valori della Resistenza.

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