Un’ora di sonno in più, ma il buio arriva prima: torna l’ora solare e si avvicina l’inverno



TOSCANA – Un’ora di sonno in più, ma anche pomeriggi più corti, tramonti anticipati e la sensazione che l’inverno sia ormai alle porte. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette degli orologi dovranno essere riportate indietro alle 2. Un piccolo gesto che segna la fine dell’ora legale, in vigore dallo scorso 29 marzo, e cambia il ritmo delle giornate di milioni di italiani.
Il vantaggio immediato è semplice: si guadagna un’ora di sonno. Ma da domenica sera ci sarà un’ora in meno di luce naturale nel tardo pomeriggio, perché il tramonto arriverà prima secondo l’orario degli orologi. Al mattino, invece, si potrà beneficiare di una maggiore luminosità nelle prime ore della giornata.
Giornate sempre più corte, l’inverno si avvicina
Il ritorno all’ora solare coincide con un periodo dell’anno in cui le giornate continuano naturalmente ad accorciarsi. Non è il cambio dell’orologio a ridurre la durata effettiva della luce: è il progressivo avvicinarsi dell’inverno, legato al movimento della Terra e all’inclinazione del suo asse, a determinare meno ore di luce nell’emisfero settentrionale.
Lo spostamento delle lancette modifica però il modo in cui questa luce si distribuisce nell’arco della giornata. Il mattino diventa più luminoso rispetto all’orario segnato dagli orologi, mentre nel pomeriggio il buio arriva prima. Per chi esce dal lavoro, accompagna i bambini a scuola o pratica attività all’aperto, la differenza si farà sentire soprattutto nelle ore successive al pranzo.
Nelle settimane che seguiranno, con l’avvicinarsi del solstizio d’inverno del 21 dicembre, le ore di luce continueranno a diminuire fino a raggiungere il minimo annuale. Poi le giornate ricominceranno gradualmente ad allungarsi, anche se per tornare all’ora legale bisognerà attendere la primavera.
Più luce accesa in casa, aumenteranno i consumi?
Con il buio anticipato viene spontaneo pensare a un aumento delle bollette. In effetti, avere meno luce naturale nelle ore pomeridiane può spingere famiglie, negozi e uffici ad accendere prima l’illuminazione artificiale. Ma il quadro energetico è più complesso: il cambio dell’ora, da solo, non determina automaticamente un aumento dei consumi complessivi, che dipendono anche dalle temperature, dal riscaldamento, dalle abitudini e dall’efficienza degli impianti.
Un dato, però, è significativo. Secondo Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, durante il periodo di ora legale del 2026 l’Italia ha risparmiato circa 300 milioni di chilowattora di energia elettrica, con un beneficio economico stimato in oltre 90 milioni di euro. Il risparmio è legato soprattutto alla possibilità di sfruttare più a lungo la luce naturale nelle ore serali, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale.
Il ritorno all’ora solare chiude dunque la fase dell’anno in cui questo vantaggio è maggiore. Nei mesi autunnali e invernali, le lampadine possono restare accese più a lungo nel tardo pomeriggio, mentre il riscaldamento assume un peso crescente nella spesa energetica domestica. Non è possibile attribuire tutto l’eventuale aumento delle bollette al cambio dell’ora, ma la minore disponibilità di luce naturale è uno dei fattori da tenere in considerazione.
Per contenere i costi restano utili alcuni accorgimenti: utilizzare lampadine a led, spegnere le luci nelle stanze vuote, sfruttare il più possibile la luce del giorno e regolare correttamente il riscaldamento. Piccole attenzioni che, sommate nel corso dei mesi più freddi, possono contribuire a limitare gli sprechi.
Smartphone e computer si aggiornano da soli
Per la maggior parte delle persone non servirà intervenire sui dispositivi elettronici: smartphone, computer e tablet collegati alle impostazioni automatiche aggiorneranno l’orario autonomamente. Gli orologi tradizionali, quelli da parete e molti apparecchi non connessi dovranno invece essere regolati a mano.
Il sistema del doppio orario continua intanto ad alimentare il dibattito sull’opportunità di mantenere il cambio due volte all’anno oppure adottare un regime permanente. Il tema coinvolge i consumi energetici, le abitudini quotidiane, il commercio e il benessere delle persone, senza che sia stata ancora introdotta una soluzione unica per tutta l’Unione europea.
Per ora, dunque, il calendario resta quello consueto: domenica si torna all’ora solare, che rimarrà in vigore fino all’ultimo fine settimana di marzo 2027, quando le lancette verranno nuovamente spostate in avanti.
Un’ora guadagnata nel sonno, ma persa nella luce del pomeriggio. È il segnale più evidente che l’autunno sta lasciando spazio alla stagione fredda.

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