VIAREGGIO – Incassi in crescita, ma nuove risorse pubbliche richieste per affrontare spese e interventi strutturali. È su questo apparente paradosso che Alessandro Santini accende i riflettori sulla Fondazione Festival Pucciniano, contestando la richiesta di ulteriori fondi ai cittadini e chiedendo chiarezza sulla situazione economica dell’ente.
A settembre, ricorda Santini, la Fondazione aveva annunciato incassi per 2,48 milioni di euro, con un incremento di quasi 470mila euro rispetto al 2025. Adesso, secondo quanto riportato nel comunicato, vengono richiesti 700mila euro: 400mila per la riverniciatura delle facciate del teatro e 300mila per la gru.
Una richiesta che, secondo Santini, arriva dopo un impegno economico significativo già sostenuto dal Comune. Nel 2025 l’amministrazione avrebbe infatti destinato 1,5 milioni di euro al fondo di dotazione della Fondazione, oltre a contributi annuali che possono raggiungere i 600mila euro. A settembre sarebbero stati inoltre anticipati altri 300mila euro, mentre terreni comunali per un valore superiore al milione di euro sarebbero stati conferiti al patrimonio della Fondazione.
“Agli viareggini si chiede di pagare due volte”, è la contestazione politica sollevata da Santini, che richiama l’attenzione sull’impiego delle risorse pubbliche e sulle priorità della città, dalle strade alle scuole, fino ai servizi.
L’interrogazione sui conti e la richiesta di accesso agli atti
Il gruppo consiliare Maria Lina Marcucci Sindaca ha presentato un’interrogazione e una richiesta di accesso agli atti per approfondire diversi aspetti della gestione economico-finanziaria della Fondazione.
Nel mirino, secondo quanto riferito nel comunicato, ci sarebbero uno squilibrio finanziario superiore al milione di euro, debiti bancari per 1,26 milioni, la situazione dell’Accademia e i costi del personale.
Questioni sulle quali, secondo Santini, è necessario fare piena luce prima di chiedere ulteriori contributi alla collettività. La richiesta è quella di poter consultare i bilanci pubblicati e disporre di un quadro economico dettagliato, anche alla luce degli obblighi di trasparenza previsti dal decreto legislativo 33 del 2013.
Il nodo di Villa Caproni e i fondi da rendicontare
Tra le questioni sollevate figura anche Villa Caproni. I lavori, finanziati con 1 milione e 250mila euro dal Comitato nazionale, dovrebbero essere rendicontati entro il 31 dicembre 2026. Secondo quanto denunciato da Santini, gli interventi non sarebbero ancora conclusi, con il rischio di perdere il contributo.
Un passaggio che rende ancora più urgente, nella ricostruzione dell’esponente politico, una verifica dello stato dei lavori, delle spese sostenute e delle scadenze da rispettare.
Santini contesta inoltre il ricorso a quelle che la stessa Fondazione definirebbe “stime preliminari” per gli interventi richiesti, sostenendo che sia necessario conoscere con precisione i costi prima di procedere con nuove richieste di denaro pubblico.
La posizione espressa nel comunicato si chiude con un richiamo alla trasparenza e alla responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche: “Amare Puccini significa rispettare la sua città. Prima la trasparenza, poi la questua”.