Rapina armata alla Goldbet, tre giovani finiscono in carcere. Preso anche l’aggressore di una madre e del figlio minorenne


PRATO – Un colpo studiato nei dettagli, portato a termine con il volto coperto e le armi in pugno, e una violenta aggressione in pieno giorno ai danni di un quindicenne e della madre, intervenuta per difenderlo. Due distinti episodi di criminalità, per i quali sono state eseguite quattro misure di custodia cautelare in carcere. A renderlo noto è il procuratore della Repubblica di Prato, Luca Tescaroli, che ha illustrato gli sviluppi delle indagini condotte dai Carabinieri.
La prima vicenda riguarda la rapina aggravata commessa il 6 ottobre scorso ai danni dell’esercizio commerciale Betique srl, in via Montecassino 6/8, dove si trova una sala scommesse della rete Goldbet. Per il colpo, il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura, ha disposto il carcere per tre giovani italiani di 18, 19 e 20 anni, tutti residenti ad Arcore, in provincia di Monza e della Brianza.
L’assalto è scattato alle 20.26. Due componenti del gruppo, entrambi con il volto travisato, hanno fatto irruzione nel locale: uno impugnava una pistola, l’altro un coltello. Quest’ultimo ha raggiunto il retro del bancone, dove il cassiere, terrorizzato, cercava di proteggersi il viso con le mani alzate. Con il coltello ha forzato la cassa e prelevato il denaro. Il comunicato della Procura quantifica la somma sottratta in 6.025.000 euro, cifra riportata nella nota ufficiale. Nel frattempo il complice, armato di pistola, teneva sotto minaccia le persone presenti nella sala.
Il terzo giovane aveva un ruolo altrettanto importante: vestito di bianco, aspettava i complici all’esterno a bordo di una Citroen C3 grigia, pronta per garantire una fuga immediata. Una volta conclusa la rapina, il commando si è allontanato rapidamente.
A ricostruire il percorso dei presunti responsabili è stata un’articolata attività investigativa. Fondamentali si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza e dei varchi stradali, attraverso le quali gli investigatori sono riusciti a individuare la targa dell’automobile utilizzata per il colpo.
La vettura è risultata appartenere a una società di autonoleggio con sede in Lombardia. L’acquisizione del contratto ha permesso di risalire a chi l’aveva presa in consegna per il periodo compreso tra il 4 e l’8 ottobre. Determinante anche il tracciamento del dispositivo GPS installato sull’auto, che ha consentito di ricostruire gli spostamenti del gruppo, individuare i luoghi frequentati e risalire all’identità di uno dei presunti esecutori materiali.
Dagli accertamenti è emerso inoltre che i tre erano stati controllati a Firenze nel primo pomeriggio del giorno della rapina, prima di ripartire alla volta di Prato. L’incrocio tra tabulati telefonici, immagini delle telecamere e verifiche sugli spostamenti e sui pernottamenti ha consentito di identificare i due giovani che sarebbero materialmente entrati in azione.
Secondo la valutazione del giudice, la preparazione del colpo, l’utilizzo delle armi, il travisamento dei volti e la rapidità dell’azione, insieme alla disponibilità di un veicolo per la fuga, delineano una significativa capacità criminale e allontanano l’ipotesi di un gesto improvvisato.
Le perquisizioni eseguite durante la notte hanno portato al sequestro di una pistola giocattolo a pallini, cartucce a salve, un frangivetro, un tirapugni, tre coltelli, sostanze stupefacenti del tipo cocaina e marijuana, cinque telefoni cellulari, due walkie-talkie, un lettore Pos e diversi documenti intestati a persone estranee ai tre indagati. Sono stati inoltre acquisiti indumenti per ulteriori accertamenti.

Il secondo provvedimento cautelare riguarda un uomo di 49 anni, di origini marocchine, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, raggiunto dalla custodia cautelare in carcere per una violenta aggressione avvenuta il 28 ottobre scorso, alle 12.45, all’incrocio tra via Milano e via Torino.
La vittima iniziale era un ragazzo di appena 15 anni che si trovava in bicicletta. L’uomo lo avrebbe avvicinato minacciandolo per farsi consegnare il denaro e la bicicletta, per poi colpirlo violentemente al volto con un pugno.
La scena è stata ancora più drammatica quando è intervenuta la madre del ragazzo, una donna di 41 anni, accorsa per proteggere il figlio e fare da scudo contro l’aggressore. Anche lei è stata colpita al volto con un pugno.
Entrambi sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale di Prato. I medici hanno giudicato le lesioni guaribili in otto giorni per la madre e tre giorni per il minorenne.
Le indagini hanno visto il contributo dei militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri e della Compagnia del Comando Provinciale di Prato. L’esecuzione delle misure cautelari nei confronti dei tre giovani ad Arcore è stata invece effettuata con il supporto dei Carabinieri della Compagnia di Monza e del relativo Comando Provinciale.
Due episodi diversi, ma entrambi indicativi dell’impegno investigativo delle forze dell’ordine nel contrasto ai reati predatori e alla violenza sul territorio. Quattro persone sono finite in carcere in esecuzione dei provvedimenti disposti dal giudice su richiesta della Procura.

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