Dal 1955 a oggi, 71 anni di storia: il Capar di Pisa rende omaggio al paracadutista Muollo, classe 1933


VOLTURARA IRPINA – Ci sono brevetti che vanno ben oltre un attestato e diventano il simbolo di un’intera vita. È la storia di Carmine Muollo, classe 1933, paracadutista militare brevettato il 22 marzo 1955 presso l’allora Centro Militare di Paracadutismo di Viterbo, che ha ricevuto la visita del comandante del Centro Addestramento Paracadutismo (Capar) di Pisa, il colonnello Andrea Fiorentini.
Un incontro carico di significato, capace di unire 71 anni di storia del paracadutismo militare italiano e di riaffermare il legame tra le generazioni che hanno indossato e continuano a indossare il basco amaranto.
Il colonnello Fiorentini, accompagnato dal sottufficiale di Corpo, primo maresciallo Carmine Laino, ha consegnato a Muollo il volume “Come Folgore dal cielo”, una lettera del comandante della Brigata Folgore, generale di brigata Dario Paduano, e una copia dell’attestato del brevetto di paracadutista militare conquistato nel lontano 1955.
Un riconoscimento che non rappresenta soltanto un omaggio personale, ma anche un tributo a una stagione importante della storia militare italiana e agli uomini che ne sono stati protagonisti.
Nel corso della visita, il comandante del CAPAR ha ripercorso l’evoluzione del Centro, sottolineando come siano cambiate nel tempo le tecnologie e le metodologie di addestramento, mentre sono rimasti intatti i principi alla base della preparazione dei paracadutisti: realismo addestrativo, professionalità degli istruttori e spirito di servizio.
Valori che attraversano le generazioni e che Carmine Muollo continua a testimoniare con la propria storia.
Il Centro Addestramento Paracadutismo di Pisa, alle dipendenze della Brigata Folgore, è l’unico ente della Forza Armata con competenza esclusiva nella formazione aviolancistica del personale della Difesa e dei Corpi Armati dello Stato. Al Centro spetta inoltre garantire l’efficienza dei materiali aviolancistici e le capacità di aviorifornimento, sia in Italia sia nei teatri operativi esteri.
A distanza di oltre sette decenni da quel 22 marzo 1955, il brevetto di Muollo conserva intatto il suo significato. Perché la Folgore non è soltanto una storia militare, ma un patrimonio di valori, appartenenza e tradizioni che continua a vivere negli uomini di ieri e di oggi.

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