Un tumore al cervello rimosso passando dal naso: al Meyer operato un bambino di 5 anni

FIRENZE – Un intervento neurochirurgico di alta complessità, eseguito senza incisioni esterne, senza cicatrici e senza gonfiore post-operatorio. Protagonista un bambino di quasi cinque anni, operato all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze per l’asportazione di un tumore benigno cerebrale. L’équipe medica è riuscita a raggiungere la lesione e rimuoverla attraverso le cavità nasali, utilizzando una sofisticata tecnica endoscopica mini-invasiva.

Il piccolo paziente, che oggi sta bene ed è già tornato a casa dalla sua famiglia, era seguito dal Meyer fin dall’età di due anni e mezzo. Tutto era cominciato con alcuni problemi alla funzionalità della tiroide. Gli approfondimenti diagnostici avevano portato alla scoperta di un craniofaringioma, un tumore benigno che si sviluppa in prossimità dell’ipofisi, una regione fondamentale per la produzione e la regolazione degli ormoni che controllano funzioni essenziali dell’organismo, dalla crescita al metabolismo.

Si tratta di una patologia particolarmente delicata in età pediatrica. Il craniofaringioma, infatti, presenta un elevato rischio di recidiva quando non viene rimosso completamente. Ma intervenire nei bambini molto piccoli comporta anche rischi importanti: l’asportazione può compromettere le strutture dell’area ipotalamo-ipofisaria e provocare gravi alterazioni metaboliche e ormonali.

Per questo i medici del Meyer avevano inizialmente scelto una strategia prudente, cercando di contenere gli effetti della malattia senza compromettere lo sviluppo del bambino.

Il primo intervento era servito a inserire un catetere nella componente cistica del tumore, con l’obiettivo di ridurre la pressione intracranica. Successivamente, quando i controlli avevano evidenziato un nuovo aumento della massa tumorale, era stata necessaria un’altra procedura mini-invasiva per intervenire sulla parete della cisti.

La situazione è stata monitorata nel tempo, accompagnando il piccolo nella sua crescita. Gli esami di controllo, tuttavia, avevano continuato a mostrare un progressivo aumento della componente cistica. A quel punto, anche considerando che il bambino era ormai più grande, è maturata la decisione di procedere con l’asportazione del tumore.

L’intervento è stato realizzato con tecnica endoscopica mini-invasiva trans-nasale. In pratica, i chirurghi hanno raggiunto la zona interessata passando attraverso il naso, evitando così le tradizionali incisioni esterne.

“La decisione è stata quella di rimuovere il craniofaringioma”, spiega il dottor Mirko Scagnet, responsabile della SOS di Chirurgia endoscopica del basicranio. “L’intervento è stato eseguito con tecnica endoscopica mini-invasiva trans-nasale, permettendo l’asportazione del tumore cerebrale attraverso il naso in un bambino di quasi cinque anni senza lasciare nessuna cicatrice né gonfiore”.

Un risultato reso possibile da un lavoro di squadra altamente specializzato, nel quale hanno collaborato neurochirurghi, otorinolaringoiatri e personale infermieristico con una preparazione specifica per questo genere di procedure.

Il bambino è stato seguito dall’équipe del dottor Lorenzo Genitori, primario della UOC di Neurochirurgia e direttore del Dipartimento Testa-Collo dell’AOU Meyer IRCCS. Al percorso hanno partecipato anche gli specialisti dell’Endocrinologia, guidata dal professor Stefano Stagi, con il contributo del dottor Franco Ricci. Per la parte chirurgica hanno lavorato insieme i neurochirurghi Federico Mussa e Rina Agushi e gli otorinolaringoiatri, coordinati dal professor Filippo Giovannetti, con il dottor Luca Spirito.

L’operazione è riuscita e, nei giorni successivi, il piccolo ha potuto lasciare l’ospedale e riabbracciare i suoi familiari. Oggi ha ripreso le sue abitudini e le attività quotidiane.

Una storia che racconta il valore della medicina pediatrica altamente specializzata e della collaborazione tra discipline diverse, capace di affrontare patologie complesse anche nei pazienti più piccoli, cercando di tutelare non soltanto la loro salute, ma anche la possibilità di crescere e guardare al futuro.

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