Ultrasuoni contro i cinghiali

Ungulati, crescita esponenziale in Toscana. Salvadori: “Dobbiamo riequilibrare ecosistema”

FIRENZE. “Dobbiamo riportare in equilibrio l’ecosistema”: questo l’imperativo categorico emerso oggi al termine del convegno sul tema “Strategie e proposte per l’equilibrio naturale del territorio. Cinghiali, caprioli, daini, cervi e mufloni in Toscana” che si è svolto all’auditorium del Consiglio regionale. Il convegno, affollatissimo, è stato organizzato dalla Regione Toscana. Vi hanno partecipato rappresentanti degli agricoltori, del mondo venatorio, di quello ambientalista, ma anche enti e istituzioni, mondo dell’associazionismo, rappresentanti del mondo scientifico e dell’Ispra.

Al termine dei lavori, che hanno occupato tutta la mattinata, l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana ha lanciato una proposta operativa. “Entro gennaio – ha detto – dobbiamo redigere un documento, che va condiviso con tutti i soggetti che hanno competenza e interesse in materia, per definire le modalità di azione da adottare subito, già nel 2014.”

Dalle relazioni degli studiosi presentate al convegno è emerso, fra l’altro, che il numero di ungulati presenti in Toscana (per la maggior parte cinghiali e caprioli) si attesta sui 330-340 mila, un numero che supera abbondantemente la media dell’Italia e avvicina la Toscana all’Austria, che è il paese in Europa con la più alta densità di questi animali. “Dobbiamo affrontare la questione e riportare equilibrio – ha detto Salvadori – questo non è un problema dei soli agricoltori, o dei soli cacciatori, è una questione che riguarda l’equilibrio dell’ecosistema e lo stesso paesaggio della Toscana. Dunque questo è un problema che riguarda tutti.”

In precedenza l’assessore aveva fatto riferimento al principio di “responsabilità” nel ribadire che si devono trovare soluzioni condivise per affrontare la questione del “riequilibrio ambientale e naturale della regione”. E aveva indicato il 2014 come l’anno nel quale le soluzioni condivise vanno messe in atto, perchè non più rinviabili.

“Il convegno di oggi (ieri, ndr) – aveva detto Salvadori in apertura dei lavori – serve per fotografare la situazione, prenderne atto ed elaborare, con l’aiuto degli esperti e dei soggetti preposti, le soluzioni scientifiche più adeguate. Quello di oggi – aveva ribadito – non è un convegno che serve per parlare di caccia, l’attività venatoria è uno degli strumenti con i quali è possibile intervenire per il contenimento degli ungulati, ma non è certamente l’unico strumento.”

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