L’origine delle marginette. A spasso con Galatea Versilia

PIETRASANTA. Nuovo appuntamento (slittato di qualche giorno per motivi di redazione: ce ne scusiamo con i lettori) di A Spasso con Galatea, la rubrica dedicata all’arte, alla cultura, alla storia e alle tradizioni della nostra Versilia, realizzata grazie a Stefania e Tessa del blog Galatea Versilia.

LE MARGINETTE

Passeggiando lungo le stradine dei nostri paesi è possibile trovare alcune edicole religiose in marmo o pietra. I versiliesi le chiamano “Marginette”, ma il vero nome è Maestà e sono frequenti lungo i sentieri di montagna, in coincidenza degli antichi incroci stradali e sulle pareti esterne delle abitazioni. Spesso considerate opere minori esprimono la devozione delle famiglie del tempo che costruivano piccole edicole dopo aver ricevuto una grazia o per chiedere la protezione della figura religiosa rappresentata.
Già in epoca precristiana i coloni romani costruivano tempietti nei pressi degli incroci stradali per i “lari compitali”, le divinità protettrici della famiglia, e con l’avvento del cristianesimo le immagini pagane sono state soppiantate dalle “marginette”.
Quest’ultime in montagna assumono la forma di piccole casette per dar riparo e riposo ai viandanti. Al loro interno è infatti possibile vedere una sorta di mensola in muratura, il posatoio,  utilizzata dai viaggiatori per appoggiare il carico. Appare quindi strano trovare una marginetta a posatoio in Pozzi (via Serra, Seravezza), ma leggendo l’iscrizione presente all’interno notiamo che i costruttori provengono da Terrinca, paese dell’Alta Versilia.
In ogni marginetta l’iconografia dei santi è ben chiara: palme del martirio, ruote dentate e vari animali decorano  queste piccole opere d’arte. Osservate bene la simbologia presente e provate a individuare il personaggio rappresentato!

Stefania Neri, Galatea Versilia

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