VERSILIA, DECINE DI MILIONI DI EURO IN MENO DAL GOVERNO DI ROMA

panoramica porto Viareggio GC Ph Roberto Merlo da In volo sulla Versilia Ed Monte Altissimo VIAREGGIO. Comuni toscani (ma si potrebbe dire di tutta Italia) alla canna del gas? L’immagine è forte, ma potrebbe essere autorizzata se non interverranno correzioni, da parte del governo, nella politica della fiscalità municipale. “Non è un modo di dire. In questi giorni – spiega il sindaco Luca Lunardini in qualità di vice presidente regionale dell’Anci – l’associazione dei Comuni ha elaborato una previsione di quelli che saranno i ritocchi al Fondo perequativo per i Comuni. Si tratta delle cifre che lo Stato mette in bilancio a titolo di concorso per il funzionamento degli enti locali. Il quadro per la Toscana è assai serio, perché il taglio previsto è complessivamente del 50 per cento. Se scendiamo nel dettaglio versiliese la situazione è addirittura tragica. Per Viareggio il contributo del Fondo è praticamente azzerato, passando  dai 15,8 milioni del 2011 a meno di settemila euro del 2012, dove i 7000 rimasti suonano come una ridicola beffa! Pur essendo noto come dei 15 milioni tolti a Viareggio fosse previsto un recupero di 8 milioni equivalenti al ripristino della vecchia ICI, resterebbe una folle sforbiciata di 7 milioni. Tagli del cento per cento sono previsti anche a Camaiore (da 5 milioni a zero), Forte dei Marmi (da 2,3 milioni a zero), Pietrasanta (da 4,4 milioni a zero). Più fortunati, si fa per dire, Massarosa che passa da 4,4 milioni a meno di 2 milioni e Seravezza (da 2,3 milioni a 1,4)”.

“Mi rifiuto di pensare – precisa Lunardini – che queste cifre siano da interpretare come una ‘perdita secca’ e non discutibile, altrimenti, come è stato detto, i Comuni dovrebbero chiudere bottega. Ma è certo che si è accesa una lampada d’allarme, con luce rossa molto intensa, perché il sospetto è che si voglia spingere i Comuni a trasformarsi in ‘gabellieri’ per ripianare i tagli al Fondo perequativo. Per essere esplicito: è impensabile che Viareggio possa recuperare i milioni perduti, attraverso la fiscalità locale, perché questo sarebbe evidentemente insostenibile”.

La preoccupazione è diffusa tra tutti i Comuni d’Italia e per questo l’Anci “pretende dal governo – ha detto il segretario generale dell’Anci Toscana, Alessandro Pesci – assoluta trasparenza nei conti ed effettivo rispetto del principio dell’invarianza finanziaria”. Di queste cose si parlerà l’8 maggio in una riunione del Comitato direttivo dell’Anci Toscana a Firenze.

“Interverrò decisamente per sostenere le ragioni della Versilia”, anticipa Lunardini, che aggiunge: “Trovo inaccettabili le prediche del ministro Cancellieri di fronte alle legittime proteste dei Comuni. I sindaci sono in prima linea, a contatto con i cittadini e conoscono bene le difficoltà della gente alle prese con una pressione fiscale tra le più alte d’Europa. L’attuale, complicato e indeterminato regime dell’Imu mi appare in realtà una patrimoniale mimetizzata che non si ha il coraggio di definire tale. Il governo tende inoltre a scaricarne la responsabilità sugli amministratori locali”.

Per Lunardini l’obiettivo deve essere un difficile equilibrio fra rigore contabile ed equità: “Occorre certezza dei flussi finanziari, adeguate risorse per i Comuni e mano più leggera sui contribuenti. Lo Stato non può trasformare tutti i sindaci in esattori né attingere alle risorse della fiscalità locale per ripianare i conti dell’Italia”.

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