SALVIAMO IL PUCCINIANO, LA MOBILITAZIONE PROSEGUE

foto presidio VIAREGGIO. Oltre 1.500 volantini sono stati distribuiti, ieri (25 mag), durante il presidio tenuto dai lavoratori e dalla rappresentanza sindacale della Fondazione Festival Pucciniano, ai moltissimi passanti, residenti e commercianti, nel corso del pomeriggio, nel quartiere ruotante attorno a Piazza Cavour, dove si tiene il mercato.

 È stata l’ennesima tappa della mobilitazione portata avanti dai lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali, per protestare contro la mancanza di fondi, che rischia di far chiudere, come ormai è noto, la nota manifestazione di Torre del Lago.

 C’è comprensione, solidarietà, da parte della cittadinanza e sbigottimento, “per la miopia degli enti pubblici circa l’importanza che una simile manifestazione, così come quella del Carnevale, rivestono per l’economia e l’occupazione di tutto il territorio versiliese. I lavoratori accolgono con piacere tutto questo sostegno e rilanciano la richiesta, rivolta in primis, al Comune di Viareggio, di soluzioni per garantire lo svolgimento del Festival”.

 Con rammarico i sindacati “prendono atto che l’amministrazione non ha saputo dare ancora certezze, circa uno strumento come la “tassa di soggiorno”, che da troppo tempo viene ventilata come possibilità e che costituirebbe, invece, un contributo concreto. Si continua a rimandare l’esecuzione del provvedimento, nonostante il sostanziale accordo delle categorie economiche. Aspettiamo atti concreti, come più volte promessi, anche nelle dichiarazioni del Sindaco, di queste ultime ore”.

I lavoratori porteranno avanti la loro mobilitazione, recandosi anche a Roma, per protestare contro i tagli e i provvedimenti “che stanno falcidiando il settore artistico e bloccano anche il rinnovo del contratto nazionale”.

Ti protrebbe interessare

Torna “Papà ti salvo io” sulla spiaggia di Lido

Confronto Candidati Sindaco Camaiore 2017

Lido di Camaiore, Daddio lascia la presidente dei balneari

par condicio

Viareggio, 24.400 euro a una tv locale senza verificare la legge elettorale.