“Giusto chiudere il campo Rom, ma che ne sarà delle famiglie?”

VIAREGGIO. “Ci rallegriamo nell’apprendere che l’attuale amministrazione è intenzionata a trovare soluzioni abitative e di lavoro alla Comunità Rom, priorità del resto previste da tempo dalla Strategia nazionale di inclusione di rom, sinti e caminanti. Avendo tuttavia in corso incontri con l’assessora Mei, l’ultimo richiesto il 30 marzo scorso, rimaniamo sorpresi nell’apprendere dalla stampa qualcosa che avremmo dovuto invece concordare e condividere, visto che l’oggetto di cui stiamo parlando prevede risorse e impegno non indifferenti”. Così la onlus Berretti Bianchi commenta l’annuncio dello smantellamento del campo Rom di via Cimarosa a Torre del Lago.

“Seguiamo le sorti della comunità rom fin dal 2007 e abbiamo realizzato diversi progetti, i più rivolti alla scolarizzazione e all’assistenza sanitaria. La nostra associazione collabora da anni con l’istituto comprensivo di Torre del Lago seguendo da sempre i bambini che vanno a scuola. Abbiamo in corso il progetto ‘Percorsi di cittadinanza’ in collaborazione con Caritas e cooperativa Il Cappello. La presenza di un bambino disabile nel campo ci ha visto immediatamente mobilitati nel coinvolgimento delle strutture sanitarie adeguate per il suo caso.

“Sia ben chiaro: noi siamo favorevoli alla chiusura del campo e lo affermiamo da anni. Il Comune però deve indicare dove intende mettere le famiglie che attualmente lì sono collocate. Durante la campagna elettorale fu proprio l’attuale Sindaco a chiedere un incontro alla nostra associazione per un confronto sulla realtà della comunità rom e sulle possibili progettualità. In tale occasione emerse una certa convergenza sulle priorità da realizzare: abitazione e lavoro.

“A tal riguardo stona la genericità del comunicato che esplica poco e soprattutto non tiene conto dell’inevitabile apprensione che causa nei diretti interessati, cioè gli abitanti rom del campo. Le passate amministrazioni sono state carenti di progettualità, è vero, ma il metodo con cui finora è stata affrontata la questione ci lascia molto perplessi: che senso ha annunciare pubblicamente l’ipotesi di chiusura dell’unico luogo dove è permesso stare alla comunità rom senza indicare le alternative previste?

“In passato siamo stati bersaglio di violenti attacchi a causa dell’impegno dimostrato nell’inserimento sociale della comunità rom e nella costruzione di una cultura di solidarietà e rispetto dell’altro. Tale impegno non è mai venuto meno e tuttavia, rinnovando la nostra disponibilità alla collaborazione, con estrema chiarezza e coerenza confermiamo che non accetteremo acriticamente soluzioni che non ci trovino d’accordo”.

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