Il Coordinamento toscano dei Centri Antiviolenza “TOSCA”esprime profonda indignazione per la scelta del Comune di Pietrasanta di concedere il proprio patrocinio al convegno del 31 gennaio, un’iniziativa che, dietro il pretesto della prevenzione, nasconde un pericoloso tentativo di revisionismo culturale. Ciò che preoccupa profondamente Tosca non è solo l’uso politico degli spazi pubblici, ma anche il messaggio che l’Amministrazione sceglie di avallare. Legittimare relatori e relatrici che negano la radice patriarcale della violenza e che arrivano a definire “gonfiati” i dati sui femminicidi significa, di fatto, cancellare la realtà quotidiana di migliaia di donne. Questa narrazione non è solo antiscientifica, ma è un’offesa diretta a chi ogni giorno sopravvive ai maltrattamenti e a chi ha perso la vita per mano di un uomo. Altrettanto sdegno per il coinvolgimento dell’Assessorato all’Istruzione in un contesto che sminuisce l’importanza di educare le giovani generazioni al rispetto e alla parità. Sostenere che non serva decostruire i modelli maschili tossici e gli stereotipi di genere significa privare i ragazzi e le ragazze degli strumenti necessari per vivere relazioni sane, condannando la società a perpetuare i medesimi cicli di violenza. Le istituzioni hanno la responsabilità etica e politica di proteggere la collettività, non di offrire spazi di legittimazione a chi sminuisce un fenomeno sociale che costa vite umane. La tutela delle donne e le politiche di prevenzione sono conquiste irrinunciabili: per questo TOSCA esige un chiarimento immediato da parte del Comune di Pietrasanta. Non si possono barattare i diritti e la sicurezza con narrazioni ideologiche che vorrebbero riportare indietro le lancette della storia. TOSCA Coordinamento toscano dei Centri Antiviolenza
