All’apparenza una normale famiglia impegnata nelle commissioni quotidiane. Un passeggino, le buste della spesa, un bambino piccolo da accudire. Dietro quella facciata, però, secondo gli investigatori si nascondeva un’organizzazione capace di movimentare centinaia di chili di cocaina tra la provincia di Firenze, l’Umbria e altre regioni italiane.
L’operazione della Guardia di Finanza di Perugia, coordinata dalla Procura del capoluogo umbro, ha portato all’arresto di sei persone di nazionalità albanese, ritenute coinvolte in un vasto traffico internazionale di stupefacenti. Tra loro figurano anche due soggetti residenti in provincia di Firenze. Quattro sono finite in carcere, mentre per due donne, entrambe madri di bambini piccoli, sono stati disposti gli arresti domiciliari.
L’inchiesta ha permesso di ricostruire almeno quaranta episodi di movimentazione della droga e di attribuire al gruppo il traffico di non meno di 200 chilogrammi di cocaina. Un’attività che, secondo gli accertamenti, si estendeva ben oltre i confini regionali e che avrebbe avuto collegamenti con soggetti operanti all’estero, in particolare tra Albania e Dubai.
Uno degli aspetti che ha maggiormente colpito gli investigatori riguarda le modalità utilizzate per sfuggire ai controlli. I presunti trafficanti avrebbero scelto spesso i parcheggi di supermercati e centri commerciali, anche tra Toscana e Umbria, come luoghi per gli incontri e gli scambi. In alcuni casi il principale indagato si presentava accompagnato dalla moglie e dal figlio piccolo, sfruttando l’immagine di una famiglia impegnata nella normale routine quotidiana per non destare sospetti.
L’indagine rappresenta uno sviluppo di un precedente filone investigativo che, all’inizio del 2025, aveva già consentito di sequestrare un ingente quantitativo di cocaina nel territorio di Foligno. Approfondendo quella pista, gli investigatori sono riusciti a far emergere una rete criminale ben organizzata, che utilizzava sofisticati sistemi di comunicazione criptata per ostacolare le attività investigative.
Tra gli episodi documentati figura anche un arresto in flagranza di reato. Nel corso di un controllo, uno degli indagati è stato trovato in possesso di 25 chilogrammi di cocaina nascosti in un vano segreto ricavato all’interno dell’automobile. Il doppiofondo, realizzato sotto il pianale posteriore del veicolo, poteva essere aperto soltanto attraverso una particolare sequenza di comandi azionati dall’abitacolo.
Durante la stessa operazione i finanzieri hanno sequestrato anche 55mila euro in contanti, una pistola risultata rubata e numerosi telefoni cellulari, compresi dispositivi criptati utilizzati per le comunicazioni tra i membri dell’organizzazione.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere possibili contatti con ambienti della criminalità organizzata campana, elemento che gli inquirenti stanno ulteriormente approfondendo per definire l’intera rete di relazioni del gruppo.
L’operazione rappresenta un duro colpo a un sistema di traffico che, secondo la ricostruzione investigativa, aveva trasformato luoghi affollati e apparentemente innocui come i parcheggi dei supermercati in basi operative per il commercio della cocaina tra Toscana, Umbria e il resto della Penisola.