Reddito di cittadinanza, scoperta maxi frode da 45 milioni: casi irregolari anche in Toscana

Una vasta attività di controllo incrociato condotta dall’Inps in collaborazione con la Guardia di Finanza ha portato alla luce indebite percezioni del reddito di cittadinanza per circa 45 milioni di euro su scala nazionale. Le verifiche hanno consentito di individuare oltre 3.300 beneficiari privi dei requisiti previsti, con posizioni irregolari distribuite su tutto il territorio italiano, Toscana compresa.

L’operazione, sviluppata attraverso un sistema integrato di analisi del rischio e incrocio delle banche dati istituzionali, ha coinvolto le seguenti regioni e territori: Sicilia, Piemonte, Marche, Valle d’Aosta, Abruzzo, Toscana, Campania, Puglia, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Sardegna, Molise, Calabria, Lazio, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata, Umbria e anche soggetti residenti all’estero.

Il lavoro congiunto tra INPS e Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza si è concentrato su due principali filoni di indagine. Il primo riguarda soggetti che non avrebbero dichiarato la presenza di condanne penali ostative o stati di detenzione incompatibili con il beneficio. Il secondo filone riguarda invece beneficiari risultati titolari di partite IVA, attività economiche o cariche societarie non dichiarate, condizione spesso incompatibile con la percezione del sussidio.

Lo scambio informativo con il Ministero della Giustizia ha consentito di isolare migliaia di domande potenzialmente a rischio frode, successivamente sottoposte ad approfondita verifica sul territorio. Le attività operative hanno evidenziato un elevato tasso di irregolarità, con numerose posizioni già accertate e segnalate alle autorità competenti.

In particolare, per una parte significativa dei casi controllati è stata confermata l’indebita percezione del beneficio, con importi complessivi rilevanti già oggetto di recupero. Le posizioni irregolari sono state trasmesse agli uffici territoriali della Guardia di Finanza per le procedure di revoca e per le eventuali segnalazioni all’autorità giudiziaria.

Per tutte le situazioni emerse sono state avviate le attività di recupero delle somme indebitamente erogate e le procedure amministrative e penali previste dalla normativa vigente.

L’operazione conferma il ruolo centrale dell’integrazione tra banche dati e cooperazione tra enti pubblici nel contrasto alle frodi nel sistema di welfare, con particolare attenzione alla corretta destinazione delle risorse pubbliche e al rafforzamento dei controlli su scala nazionale, inclusa la Toscana.

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