Un gesto che ha sconvolto un’intera comunità e colpito al cuore uno dei simboli più preziosi del territorio. Il Leccio di Belmonte, albero monumentale con oltre sei secoli di storia, è stato dato alle fiamme da ignoti nella notte tra i boschi che dominano il crinale tra Grassina e Antella, nel comune di Bagno a Ripoli.
A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato il sindaco Francesco Pignotti, che ha parlato di uno sfregio gravissimo ai danni di un patrimonio naturale e storico appartenente a tutta la collettività. Le immagini del maestoso albero annerito e devastato dal fuoco hanno suscitato indignazione e amarezza tra cittadini e istituzioni.
Il Leccio di Belmonte rappresentava uno dei tesori ambientali più importanti della zona ed era stato inserito nel 2024 nel censimento regionale degli alberi monumentali della Toscana. Un riconoscimento che ne certificava il valore storico, paesaggistico e naturalistico.
Secondo quanto emerso, l’incendio sarebbe di origine dolosa. Una circostanza che rende ancora più inquietante l’episodio e che ha spinto l’amministrazione comunale ad annunciare la presentazione di una denuncia affinché vengano individuati i responsabili.
Nelle prossime ore specialisti e tecnici valuteranno le condizioni dell’albero per capire se esistano possibilità di recupero. La speranza è che il gigantesco leccio riesca a sopravvivere alle ferite provocate dalle fiamme, anche se l’entità dei danni appare molto grave.
Intanto a Bagno a Ripoli prevalgono rabbia e incredulità. Per molti cittadini quel leccio non era soltanto un albero, ma un autentico monumento vivente, testimone di oltre 600 anni di storia del territorio. Un patrimonio che qualcuno ha cercato di cancellare in pochi minuti, lasciando dietro di sé un gesto che ha profondamente ferito la comunità.
