Si è conclusa la missione sanitaria in Tanzania che, dal 9 al 21 giugno 2026, ha visto impegnati cinque professionisti della Asl Toscana Sud Est presso l’Health Center di Mvimwa, nella regione di Rukwa. Un intervento che ha unito assistenza clinica, attività chirurgica e formazione sul campo, con l’obiettivo di rafforzare la rete oculistica locale e garantire continuità alle cure.
A comporre la squadra tre medici chirurghi oculisti — i dottori Gianluca Martone, Fausto Pennarola e la dottoressa Patrizia Pichierri — insieme all’infermiera strumentista Maria Massicci e al medico anestesista-rianimatore Vincenzo Pennestrì, tutti in servizio tra gli ospedali di Arezzo, Grosseto, Siena e Orbetello.
La missione è stata realizzata in collaborazione con l’associazione “A riveder le stelle – Odv per l’Africa”, impegnata da anni in progetti di cooperazione sanitaria internazionale, e si è svolta in stretta sinergia con le strutture sanitarie locali.
L’intervento aveva un duplice obiettivo: da un lato valutare la possibilità di strutturare una programmazione annuale di attività oculistica specialistica nell’area, in vista del trasferimento del presidio sanitario nel nuovo ospedale in costruzione, finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana; dall’altro proseguire e consolidare il lavoro avviato nella precedente missione.
La Tanzania, come ricordato dagli specialisti, resta uno dei Paesi dell’Africa subsahariana in cui la cecità prevenibile rappresenta ancora un grave problema di salute pubblica. Nelle aree rurali della regione di Rukwa la prevalenza della cecità bilaterale negli adulti supera il 3%, soprattutto a causa della cataratta, aggravata da difficoltà di accesso alle cure, carenza di specialisti e insufficienza di strumenti diagnostici.
“La missione ha permesso di rafforzare concretamente l’attività chirurgica e organizzativa locale”, ha spiegato il dottor Martone, sottolineando come il lavoro sul campo abbia consolidato la sala operatoria oftalmologica e creato le basi per una continuità assistenziale strutturata.
Nel corso delle due settimane è stata svolta un’intensa attività ambulatoriale presso l’Health Center di Mvimwa, già attrezzato grazie alle precedenti missioni. Sono state effettuate visite complete con valutazione dell’acuità visiva, refrazione, misurazione della pressione intraoculare, esame alla lampada a fessura e del fondo oculare. Distribuiti inoltre numerosi occhiali da vista e dispositivi protettivi solari.
In totale sono stati visitati oltre 200 pazienti, tra cui molti bambini, con la gestione di diversi casi clinici complessi e l’avvio, quando necessario, a percorsi chirurgici o terapeutici mirati.
Particolarmente significativa anche l’attività in sala operatoria: grazie al blocco operatorio locale e alla strumentazione fornita dall’associazione “A riveder le stelle”, sono stati eseguiti circa 20 interventi di microchirurgia oculare, in larga parte per cataratta e glaucoma, tra le principali cause di cecità evitabile nell’Africa rurale.
Nei casi pediatrici più complessi è stato fondamentale il supporto dell’anestesista-rianimatore, che ha consentito l’esecuzione degli interventi in sicurezza.
Una missione che, oltre all’impatto immediato sui pazienti trattati, punta a lasciare un’eredità stabile: competenze, organizzazione e strumenti per continuare a curare anche dopo il rientro della squadra italiana.