TOSCANA – La peste suina africana (Psa) torna al centro dell’attenzione in Toscana con una nuova classificazione delle aree sottoposte a restrizione. La Regione ha trasmesso ai sindaci le indicazioni aggiornate sulle misure di biosicurezza da adottare, sulla base dei diversi livelli di rischio stabiliti dal commissario straordinario.
Il virus non rappresenta un pericolo per l’uomo: colpisce esclusivamente maiali e cinghiali. Il problema è però rappresentato dalla possibilità che venga trasportato involontariamente dalle persone attraverso scarpe, ruote, attrezzature, mezzi agricoli e veicoli contaminati da fango o residui infetti.
La nuova suddivisione individua tre livelli: la zona I, dove il rischio è elevato ma non sono stati accertati casi; la zona II, nella quale la malattia è presente tra i cinghiali; e la zona III, dove sono stati registrati casi anche nei suini domestici.
La mappa del rischio, provincia per provincia
Sono quattro le province toscane interessate dalle restrizioni: Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Prato
Zona I
Provincia di Lucca: Pietrasanta, Altopascio, Camaiore, Capannori, Forte dei Marmi, Massarosa, Viareggio, Porcari, Lucca, Montecarlo
Provincia di Pistoia: Lamporecchio, Agliana, Ponte Buggianese, Pieve a Nievole, Montale, Montecatini Terme, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Serravalle Pistoiese, Larciano, Quarrata, Uzzano, Monsummano Terme, Buggiano
Provincia di Prato: Vernio, Cantagallo, Vaiano, Montemurlo, Prato
Zona II
Provincia di Lucca: Barga, Pescaglia, Molazzana, Pieve Fosciana, Minucciano, Borgo a Mozzano, Gallicano, Castelnuovo di Garfagnana, Coreglia Antelminelli, Careggine, Seravezza, Vagli Sotto, San Romano in Garfagnana, Camporgiano, Castiglione di Garfagnana, Fosciandora, Stazzema, Villa Collemandina, Piazza al Serchio, Villa Basilica, Fabbriche di Vergemoli, Sillano Giuncugnano
Provincia di Massa-Carrara: Mulazzo, Filattiera, Carrara, Villafranca in Lunigiana, Montignoso, Pontremoli, Tresana, Fosdinovo, Massa, Podenzana, Zeri
Zona II+III
Provincia di Massa-Carrara: Comano, Casola in Lunigiana, Aulla, Bagnone, Licciana Nardi, Fivizzano
Zona III
Provincia di Lucca: Bagni di Lucca
Provincia di Pistoia: Abetone Cutigliano, Pistoia, Marliana, Sambuca Pistoiese, Pescia, San Marcello Piteglio
Cosa cambia per chi frequenta boschi e campagne
La presenza della Psa non significa che nelle aree interessate siano vietate tutte le attività all’aperto. Trekking, ciclismo, pesca, lavori agricoli e forestali, raccolta di funghi e tartufi, campeggio, picnic, manifestazioni e attività di pascolo possono essere svolti, ma nelle zone II e III devono essere rispettate precise regole di biosicurezza.
Tra le principali indicazioni c’è quella di restare sui sentieri e sui percorsi autorizzati, tenere i cani al guinzaglio e non lasciare rifiuti o resti di cibo. È inoltre vietato alimentare i cinghiali.
Attenzione anche ai veicoli: il parcheggio deve avvenire negli spazi consentiti, evitando prati e aree ricoperte di vegetazione. Al termine delle attività è necessario pulire e disinfettare scarpe, ruote, attrezzature e mezzi, utilizzando prodotti idonei e seguendo le indicazioni riportate sulle confezioni.
Per le attività con più di 20 partecipanti è inoltre necessario acquisire preventivamente il parere favorevole dell’Azienda sanitaria competente e informare il Comune interessato.
L’appello sui cinghiali
Una delle raccomandazioni più importanti riguarda il ritrovamento di animali selvatici. Chi dovesse imbattersi in un cinghiale morto, ferito o in evidente difficoltà non deve avvicinarsi e soprattutto non deve toccarlo.
La posizione dell’animale va invece memorizzata e segnalata al numero unico regionale 0573 306655, attivo tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 8 alle 20.
Un sistema di precauzioni che punta soprattutto a impedire che il virus possa essere trasportato involontariamente da un’area all’altra e a contenere la diffusione della malattia negli allevamenti e nella fauna selvatica.