Un nuovo caso che riaccende i riflettori sulle condizioni del carcere di Sollicciano. Un detenuto di 75 anni è morto a poche settimane dal suo ingresso nell’istituto penitenziario, dove stava scontando una condanna a quattro anni. La vicenda emerge mentre resta alta l’attenzione sulla struttura fiorentina, già al centro di un’inchiesta della Procura che ha portato al sequestro di sette sezioni per le criticità igienico-sanitarie riscontrate.
A rendere nota la vicenda è stata l’associazione Antigone, impegnata nella tutela dei diritti delle persone detenute, riportando le segnalazioni dell’associazione Pantagruel. Secondo quanto riferito, l’uomo era entrato in carcere dopo essere stato recentemente colpito da un ictus e presentava un quadro clinico già particolarmente compromesso.
Proprio oggi l’istituto è stato visitato dall’assessora regionale alla Sanità e alle Politiche sociali, Monia Monni, accompagnata dal direttore generale dell’Azienda sanitaria Toscana Centro, Valerio Mari.
L’assessora ha espresso forte preoccupazione per le condizioni in cui opera il personale sanitario all’interno del penitenziario, sottolineando come ogni giorno circa 150 operatori siano chiamati a lavorare in una situazione estremamente difficile. Riguardo al detenuto deceduto, ha spiegato che soffriva di diverse patologie, tra cui gli esiti dell’ictus e gravi problemi cardiaci, ed era costantemente monitorato dai medici con visite frequenti.
Secondo Monni, il caldo eccezionale registrato nelle ultime settimane potrebbe aver aggravato ulteriormente il suo stato di salute. Pur evidenziando che l’uomo ha ricevuto tutta l’assistenza sanitaria possibile, l’assessora ha posto una riflessione destinata ad alimentare il dibattito: una persona di 75 anni, con un quadro clinico così delicato, avrebbe dovuto trovarsi in carcere?
