Ogni estate il dibattito si riaccende puntualmente. C’è chi chiede spiagge aperte ai cani ovunque e chi, al contrario, vorrebbe vietarne completamente l’accesso. Come spesso accade, la verità non sta negli estremi.
Personalmente sono favorevole alle spiagge dog friendly. Ritengo che un cane faccia parte della famiglia e che, nel rispetto delle regole e degli altri bagnanti, abbia il diritto di accompagnare il proprio proprietario anche durante le vacanze. Escludere gli animali solo per principio non è una soluzione e non rispecchia una società nella quale il rapporto tra persone e animali è diventato sempre più stretto.
C’è però una riflessione che, troppo spesso, passa in secondo piano. La domanda non dovrebbe essere soltanto se il cane possa andare in spiaggia, ma se, in determinate condizioni, sia davvero il posto migliore per lui.
L’estate mediterranea sa essere spietata. Nelle ore centrali della giornata la sabbia può diventare rovente, raggiungendo temperature capaci di provocare dolorose ustioni ai cuscinetti delle zampe. L’asfalto è ancora peggio, ma anche pochi passi sulla sabbia bollente possono trasformarsi in una sofferenza silenziosa.
Il caldo rappresenta un rischio ancora più serio. A differenza dell’uomo, il cane non suda per abbassare la temperatura corporea e disperde il calore quasi esclusivamente attraverso l’ansimare. Basta poco perché si trovi in difficoltà e il colpo di calore è un’emergenza veterinaria che, nei casi più gravi, può avere conseguenze drammatiche.
Poi ci sono gli aspetti che noi, presi dalla voglia di vacanza, tendiamo a sottovalutare. La musica ad alto volume, gli ombrelloni affollati, il continuo via vai di persone, i bambini che corrono e gridano, altri cani che si avvicinano senza controllo. Tutto questo, che per noi rappresenta l’atmosfera tipica di una giornata al mare, può diventare motivo di forte stress per un animale che avrebbe semplicemente bisogno di tranquillità.
Anche il bagno in mare non è privo di controindicazioni. L’acqua salata può irritare la pelle e il mantello, mentre ingerirne quantità eccessive durante il gioco può provocare vomito, diarrea e altri disturbi gastrointestinali. Dopo una nuotata sarebbe sempre opportuno risciacquare il cane con acqua dolce e farlo riposare all’ombra, ma non sempre queste attenzioni vengono riservate.
Le spiagge dedicate agli amici a quattro zampe rappresentano senza dubbio una conquista di civiltà. Offrono servizi, aree attrezzate e regole pensate per conciliare le esigenze di tutti. Ma proprio perché esistono, dovrebbero essere frequentate con responsabilità. Acqua fresca sempre disponibile, zone d’ombra, permanenze limitate e uscite nelle ore meno calde sono accorgimenti fondamentali. Ancora più importante è saper osservare il proprio cane, riconoscere i segnali di disagio e avere il coraggio di interrompere una giornata al mare se lui non sta bene.
Negli ultimi anni assistiamo sempre più spesso alla tendenza di umanizzare gli animali, attribuendo loro desideri e bisogni che in realtà appartengono a noi. Ma amare davvero un cane significa fare esattamente il contrario: rispettarne la natura e mettere il suo benessere davanti ai nostri desideri.
Forse, durante una giornata con 38 gradi, il regalo più bello che possiamo fargli non è qualche ora sotto l’ombrellone, ma una casa fresca, un giardino ombreggiato, una passeggiata all’alba o al tramonto, quando l’aria torna respirabile e lui può muoversi senza soffrire.
Difendere il diritto dei cani ad accompagnare i loro proprietari è giusto. Ancora più giusto è ricordare che un animale non può decidere per sé. La scelta spetta sempre a noi. E il vero amore si misura proprio in questo: avere la sensibilità di rinunciare a qualcosa che piace a noi, quando capiamo che non è davvero il meglio per chi ci regala ogni giorno affetto, fiducia e compagnia incondizionata.