Il mostro di Loch Ness? No, il pesce siluro. Eppure, per mesi, tra i pescatori e i frequentatori del lago di Massaciuccoli è circolato lo stesso identico brivido. Quando la nebbia si alza pigra dal Padule avvolgendo i canneti in un silenzio quasi irreale, la fantasia viaggia veloce. Si parlava di un’ombra enorme, di un guizzo improvviso nell’acqua scura, di una presenza misteriosa che evocava proprio le leggende scozzesi.
Nelle scorse ore, quel mistero è diventato una solida e impressionante realtà sul fondo di un barchino da palude. A spezzare l’incantesimo a Torre del Lago è stata la cattura di un gigantesco pesce siluro (Silurus glanis), un vero e proprio “fauci-tutto” dalle dimensioni colossali che ha richiesto braccia forti e una fatica immensa per essere strappato ai canneti e portato a bordo del barchino. Una cattura da record che ha lasciato a bocca aperta i frequentatori del bacino, ma che riaccende prepotentemente i riflettori su un’emergenza ambientale non più rimandabile.
Il giallo dei cigni scomparsi: l’ipotesi che prende quota
Davanti a un predatore di tale portata, tra le baracche del Padule ha iniziato subito a circolare una voce insistente legata a un triste fenomeno notato da qualche tempo: l’improvvisa sparizione dei cigni dal lago. Splendidi ed eleganti, quegli uccelli che un tempo scivolavano fieri sullo specchio d’acqua sono da tempo svaniti nel nulla. Povere bestie.
Ora che il gigante è venuto a galla, l’ipotesi che sia stato proprio lui il responsabile diventa incredibilmente plausibile. Questa specie aliena invasiva, originaria dell’Europa orientale, è infatti caratterizzata da un appetito insaziabile. Quando un esemplare raggiunge queste proporzioni, la sua dieta non si ferma più ai pesci del fondale: si nutre di qualsiasi cosa si muova e la sua enorme bocca è perfettamente in grado di inghiottire anatidi e persino giovani cigni che nuotano ignari in superficie. Il pesce siluro è uno dei più grandi pesci d’acqua dolce d’Europa e può superare i due metri di lunghezza e i 100 chili di peso. E’ stato introdotto in diversi fiumi e laghi italiani, dove si è rapidamente diffuso. Predatore molto vorace, si nutre di pesci, anfibi, uccelli acquatici e piccoli mammiferi, alterando gli equilibri degli ecosistemi. Per questo è considerato una specie invasiva e, in molte aree, sono in corso interventi di contenimento
Il disastro ecologico dietro la cattura
Se il mitico mostro scozzese attira turisti da tutto il mondo, questo predatore rappresenta invece una ferita aperta e un segnale d’allarme pesantissimo per il delicato ecosistema del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Una volta raggiunte certe dimensioni, il siluro non ha rivali in natura nel nostro habitat e si posiziona stabilmente al vertice della catena alimentare.
Il rischio reale è quello di una progressiva desertificazione della palude, con il predatore capace di decimare le specie ittiche autoctone – come tinche, scardole e anguille – alterando irrimediabilmente l’equilibrio biologico locale.