Nel carcere della Dogaia sovraffollamento record e carenza di personale: “Situazione esplosiva”

Il carcere della Dogaia torna al centro dell’attenzione per le gravi criticità legate al sovraffollamento e alla carenza di personale. L’istituto pratese, visitato ieri nell’ambito della giornata nazionale di mobilitazione promossa dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, ospita attualmente 633 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 589 posti, già ridotta di altri 52 a causa della chiusura, da oltre un anno, della seconda sezione per lavori di ristrutturazione.

La delegazione era guidata dall’assessora regionale alle politiche carcerarie Alessandra Nardini, accompagnata dal neo direttore del carcere Luca Cicerelli. Alla visita hanno preso parte anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni, la consigliera regionale Marta Logli, il presidente di Antigone Toscana Enrico Vincenzini, la garante dei detenuti del Comune Margherita Michelini, la presidente della Camera Penale pratese Elena Augustin e Desy Parrini dell’associazione L’Altro Diritto.

La delegazione ha visitato la prima e la settima sezione dell’istituto, oltre al reparto destinato ai detenuti in isolamento, constatando una situazione definita “esplosiva”.

“Siamo di fronte a una realtà assolutamente insostenibile – ha dichiarato Nardini – che necessita di importanti interventi strutturali e di risposte immediate da parte del Governo”. L’assessora ha evidenziato come il sovraffollamento abbia ormai raggiunto il 160%, ben oltre la media nazionale, attestata intorno al 140%.

A rendere ancora più delicata la situazione è stato il trasferimento di numerosi detenuti provenienti dal carcere fiorentino di Sollicciano, dopo le note vicende che hanno interessato la struttura, con ulteriori arrivi previsti anche da altri istituti penitenziari.

Tra le principali emergenze segnalate c’è anche la cronica carenza di personale, che coinvolge sia la polizia penitenziaria sia gli operatori. “Con il caldo eccezionale di queste settimane – ha aggiunto Nardini – le condizioni di vita e di lavoro all’interno del carcere diventano ancora più difficili. Ringraziamo le associazioni che hanno donato ventilatori, ma è evidente che servono investimenti veri sulla struttura”.

Sulla stessa linea il sindaco Matteo Biffoni, che ha chiesto al Ministero della Giustizia interventi concreti per la riqualificazione dell’istituto e il potenziamento dell’organico.

“Occorrono fondi per ristrutturare intere aree del carcere e aumentare il numero degli agenti di polizia penitenziaria, oggi costretti a turni di straordinario continui. L’arrivo dei detenuti da Sollicciano ha aggravato una situazione già oltre il limite”.

Biffoni ha infine sottolineato l’impegno della direzione e di tutto il personale della Dogaia, ma ha ribadito come le condizioni attuali non siano più sostenibili. “Abbiamo visto celle con quattro letti dove, in piena estate, le persone detenute vivono condizioni estremamente difficili. Servono risposte concrete e immediate: il carcere della Dogaia non può più aspettare”.

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