“Non stiamo mettendo in discussione la volontà degli elettori, ma chiediamo che venga fatta piena luce sulla regolarità delle operazioni di voto“. È questo il messaggio lanciato da Federica Maineri, candidata del centrosinistra sconfitta al ballottaggio da Sara Grilli con uno scarto di poco superiore ai 160 voti, nel corso della conferenza stampa di questa mattina, insieme ai suoi legali, gli avvocati Simone Di Leo e Stefano Genick, per illustrare i contenuti del ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale della Toscana.
In apertura dell’incontro, Maineri ha espresso rammarico per la diffusione del ricorso attraverso WhatsApp prima ancora della conferenza stampa e, secondo quanto riferito, persino prima della notifica alle parti interessate, sindaca eletta, tutti gli assessori e i consiglieri di maggioranza. La candidata ha precisato che la divulgazione del documento non è partita né da lei né dai suoi difensori, che avevano scelto di illustrarne pubblicamente il contenuto solo dopo il deposito.
Entrando nel merito, gli avvocati hanno spiegato che la decisione di rivolgersi al Tar è maturata soltanto dopo aver ottenuto l’accesso ai verbali e alla documentazione relativa alle operazioni elettorali. Dall’esame degli atti, hanno sostenuto, sarebbero emerse una serie di incongruenze e anomalie che meritano un approfondimento da parte della giustizia amministrativa.
I legali hanno inoltre chiarito che il ricorso si fonda esclusivamente sulla documentazione acquisita, senza che vi sia stato alcun accesso alle schede elettorali. “Un lavoro di superficie – come ha sottolineato l’avvocato Simone di Leo -, senza andare in apnea”. Il “sotto”, ha aggiunto il legale, sarà vagliato dai giudici. Sarà infatti il Tar della Toscana, nell’udienza già fissata per il 22 settembre, a valutare se gli elementi raccolti siano sufficienti per disporre una verificazione delle operazioni elettorali. Solo qualora il tribunale lo ritenga necessario potranno essere aperti i plichi custoditi dalla Prefettura e si procederà al riesame e all’eventuale riconteggio delle schede delle sezioni interessate, per verificare se le anomalie denunciate abbiano inciso sull’esito finale della consultazione.
Tra gli episodi richiamati nel ricorso figura il caso di un elettore al quale sarebbero state consegnate due schede, oltre a quello di una sezione allestita all’interno di una Rsa dove, secondo i ricorrenti, avrebbero votato una ventina di persone, a fronte di soli quattro residenti aventi diritto. Circostanze che, secondo la difesa, rendono necessario un accertamento più approfondito.
Maineri e i suoi avvocati hanno ribadito che il ricorso non nasce dalla volontà di disconoscere il risultato elettorale né di contestare la proclamazione della sindaca Sara Grilli. L’obiettivo dichiarato è verificare la correttezza delle operazioni di voto e garantire la massima trasparenza su un’elezione decisa da un margine estremamente ridotto.
Nel corso della conferenza stampa non sono mancate critiche alle reazioni della maggioranza. I legali hanno detto di non comprendere quella che hanno definito una vera e propria “levata di scudi” da parte della sindaca, dell’ex sindaco e di alcuni esponenti della coalizione di governo cittadina, ricordando come il ricorso al Tar rappresenti uno strumento previsto dall’ordinamento proprio per accertare eventuali irregolarità.
Maineri ha inoltre voluto chiarire un altro aspetto: la presentazione del ricorso non produce alcun effetto sull’attività amministrativa del Comune. Giunta e consiglio comunale, infatti, continuano a esercitare regolarmente tutte le proprie funzioni fino all’eventuale decisione del tribunale.
Le contestazioni riguardano numerose sezioni elettorali, circa un terzo di quelle in cui si è votato al ballottaggio.
Adesso la vicenda passa nelle mani del Tar della Toscana. Nell’udienza del 22 settembre i giudici amministrativi dovranno stabilire se gli elementi contenuti nel ricorso siano tali da rendere necessaria una verificazione delle operazioni elettorali. Soltanto in caso di risposta positiva verrà disposto l’esame delle schede attraverso l’apertura dei plichi e l’eventuale riconteggio dei voti delle sezioni contestate. Un’attività che, se autorizzata dal tribunale, richiederà tempi tecnici tali da far slittare le operazioni ai primi mesi del 2027.
Per Maineri e i suoi legali si tratta di un passaggio indispensabile per accertare la piena regolarità delle operazioni di voto e dissipare ogni dubbio su un’elezione decisa da uno dei margini più ridotti nella storia recente della città.