“Almeno tre o quattro lupi dietro la morte di Destiny”: la posizione di Tutela Rurale dopo l’attacco fatale alla canina che ha difeso il bimbo di 2 anni

Un cane che si sacrifica per difendere un bambino di appena due anni. È la drammatica vicenda avvenuta sabato 18 luglio, intorno alle 21,30, a Orbicciano, frazione di Camaiore, dove Destiny, una meticcia di 7 anni, è stata aggredita e uccisa dopo essersi frapposta tra il piccolo e un lupo arrivato nel cortile dell’abitazione.

A ricostruire l’accaduto è l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, che nella sua nota richiama l’attenzione non solo sulla gravità dell’episodio, ma anche sulle modalità con cui sarebbe avvenuta la predazione.

La famiglia si era trasferita nella casa colonica soltanto dallo scorso aprile. L’abitazione, secondo quanto riferito dalla polizia municipale dopo il sopralluogo, non è recintata ed era già stata interessata da segnalazioni relative alla presenza di lupi nella zona.

Quella sera il padre Tommaso, 39 anni, originario di San Giuliano Terme, stava preparando una grigliata nel cortile, mentre la moglie Paula, 40 anni, si trovava in cucina con la porta aperta sul giardino. Il loro figlio di due anni giocava all’esterno insieme a Destiny.

Secondo la ricostruzione contenuta nella nota dell’associazione, un grosso lupo si sarebbe avvicinato al cortile senza timore della presenza dell’uomo, arrivando vicino al bambino.

A quel punto Destiny sarebbe intervenuta.

La cagnolina avrebbe affrontato il predatore, riuscendo probabilmente a impedire che il lupo raggiungesse il piccolo.

Destiny è stata molto coraggiosa ma quel lupo, grosso com’era, non le ha dato possibilità“, avrebbe raccontato la madre, spiegando che il marito si è accorto dell’accaduto dopo aver sentito il guaito del cane.

Quando l’uomo si è voltato, secondo la ricostruzione, il lupo aveva già azzannato Destiny alla gola e la stava trascinando verso la boscaglia.

Il padre, insieme ad alcuni vicini subito accorsi, avrebbe tentato di inseguire il predatore per recuperare la cagnolina. L’animale sarebbe però ricomparso più volte, rendendo impossibile avvicinarsi.

La mattina successiva, dopo il ritorno sul posto, sarebbero stati trovati soltanto alcuni resti del cane.

Ed è proprio su questo aspetto che l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali avanza una propria ipotesi:

Per divorare così un cane di circa 22 chili i lupi dovevano essere almeno tre o quattro“.

Una valutazione che l’associazione collega alle modalità con cui sarebbe stato consumato il corpo dell’animale e che viene presentata come ipotesi, in attesa di eventuali accertamenti.

La vicenda riaccende il confronto sulla presenza dei lupi nelle aree abitate e sulla necessità, secondo la Tutela Rurale, di una gestione più incisiva degli esemplari che mostrano comportamenti confidenti.

L’associazione richiama anche i dati diffusi da Ispra sulle numerose situazioni in cui l’istituto è stato chiamato a fornire supporto agli enti locali per problematiche legate alla presenza del lupo.

Nessuno vuole lo sterminio del lupo, ma la gestione sì“, è la posizione espressa nella nota, nella quale viene richiamata anche la possibilità di interventi in deroga previsti dalla normativa europea nei casi in cui siano in gioco sicurezza e tutela della popolazione.

A Orbicciano resta però soprattutto la storia di Destiny: una cagnolina che ha perso la vita mentre cercava di proteggere un bambino della sua famiglia.

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