Proseguono i tentativi di introdurre droga e telefoni cellulari all’interno del carcere La Dogaia di Prato. L’ultimo episodio risale alla serata del 27 luglio, quando, nell’ambito dell’attività investigativa in corso, è stato intercettato il lancio di un plico oltre il muro di cinta dell’istituto penitenziario.
A renderlo noto è il procuratore della Repubblica di Prato, Luca Tescaroli, che evidenzia come il pacco, sigillato con nastro adesivo trasparente, sia stato lanciato da persone rimaste al momento ignote all’interno dell’area dei passeggi della media sicurezza, tra la quinta e la settima sezione del carcere.
All’interno dell’involucro sono stati rinvenuti e sequestrati circa 92 grammi di hashish e un mini smartphone privo di scheda Sim.
Il sequestro si aggiunge ad altri due episodi avvenuti nei giorni scorsi. Il 18 luglio, infatti, erano stati recuperati cinque telefoni cellulari, introdotti mediante un drone al quale era stata agganciata una lenza lunga circa venti metri, utilizzata per depositare il carico all’interno del penitenziario. Il 25 luglio, invece, erano stati sequestrati uno smartphone, un mini smartphone senza Sim e due panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 190 grammi.
Secondo il procuratore Tescaroli, il nuovo rinvenimento conferma da un lato l’efficacia delle indagini in corso, ma dall’altro evidenzia la grave situazione che interessa il carcere pratese.
I numeri dei sequestri effettuati negli ultimi mesi sono infatti significativi: dal 1° aprile al 27 luglio 2026 sono stati recuperati 27 telefoni cellulari, circa 1,6 chilogrammi di hashish e 69 grammi di cocaina.
Il procuratore sottolinea inoltre come la collaborazione dei detenuti stia continuando a fornire un contributo importante alle indagini e auspica che possa rafforzarsi ulteriormente.
Tescaroli torna quindi a chiedere interventi strutturali per contrastare il fenomeno: una schermatura dell’intero carcere, la dotazione di disturbatori di frequenza, l’installazione di un sistema di intercettazione dei droni, il potenziamento dei controlli e un impianto di videosorveglianza capace di coprire l’intero perimetro dell’istituto.
Un ringraziamento viene infine rivolto agli appartenenti alla Polizia Penitenziaria del carcere di Prato, il cui contributo investigativo viene definito “prezioso” nonostante la cronica carenza di personale e il crescente sovraffollamento della struttura, che ospita attualmente 638 detenuti. Una situazione particolarmente critica nella settima sezione, dove in molte celle sono presenti quattro detenuti contemporaneamente.