Malattie al polmone, diagnosi più rapide e meno invasive: a Siena arriva la criobiopsia

Una tecnica innovativa che permette di ottenere diagnosi più precise, in tempi più rapidi e con minore invasività per il paziente. È il risultato raggiunto dall’équipe dell’Unità operativa complessa Malattie dell’Apparato Respiratorio – Servizio di Broncoscopia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, che ha introdotto la criobiopsia nel percorso diagnostico delle malattie rare del polmone e dei linfonodi toracici.

La nuova metodica utilizza una sonda molto sottile dotata di una punta che viene congelata, consentendo di prelevare frammenti di tessuto più grandi e di qualità superiore rispetto alle biopsie tradizionali e agli ago-aspirati. Il campione ottenuto mantiene meglio la struttura del tessuto e offre agli anatomopatologi maggiori elementi per arrivare a una diagnosi definitiva.

La criobiopsia viene impiegata nello studio del parenchima polmonare, fondamentale per individuare molte malattie polmonari interstiziali e diverse patologie rare, ma anche nelle procedure di ecografia endobronchiale (EBUS) per il prelievo dei linfonodi mediastinici, dove rappresenta un importante supporto soprattutto nei casi più complessi.

Grazie a questa tecnologia patologie come sarcoidosi, linfomi, malattie infiltrative diffuse e altre condizioni infiammatorie possono essere diagnosticate con maggiore accuratezza, riducendo in molti casi la necessità di ricorrere a interventi più invasivi come la mediastinoscopia o la biopsia polmonare chirurgica.

“La procedura che può fare la differenza”

Con l’introduzione della criobiopsia, l’Aou Senese rafforza il proprio ruolo di centro di riferimento regionale per la diagnosi delle patologie respiratorie complesse, del trapianto e delle malattie rare, puntando sempre più su un modello di medicina di precisione.

«La disponibilità di campioni di qualità elevata può fare la differenza tra un sospetto diagnostico e una diagnosi certa – spiega la professoressa Elena Bargagli, responsabile del servizio di broncoscopia e direttrice di Malattie dell’Apparato Respiratorio –. In molte malattie rare il tessuto è l’elemento decisivo: poter ottenere biopsie più rappresentative significa offrire ai pazienti una risposta più rapida e impostare precocemente il trattamento più appropriato».

L’introduzione della nuova tecnica è il risultato di un lavoro multidisciplinare che coinvolge Malattie dell’Apparato Respiratorio, Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone, diretta dal professor Piero Paladini, insieme ad anatomopatologi, radiologi, chirurghi toracici, medici del lavoro, reumatologi e specialisti delle malattie rare respiratorie.

«L’innovazione tecnologica ha valore solo quando si traduce in un beneficio concreto per il paziente – sottolinea il dottor Fabrizio Mezzasalma, pneumologo interventista –. La criobiopsia rappresenta oggi uno degli strumenti consolidati della pneumologia interventistica moderna e Siena dispone delle competenze e dell’esperienza necessarie per offrire questa opportunità diagnostica ai pazienti che ne hanno indicazione».

Un percorso di crescita reso possibile anche dal potenziamento del servizio con l’arrivo di nuovi specialisti e dalla collaborazione tra diverse professionalità: dai pneumologi Matteo Fanetti ed Elena Pordon, ai chirurghi toracici Claudia Ghiribelli e Anna Vizziello, agli anestesisti del polo endoscopico guidati dal dottor Giovanni Caltavuturo, fino al fondamentale contributo del personale infermieristico.

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