Scabbia, al Meyer oltre 100 diagnosi pediatriche ogni anno: “La permetrina è meno efficace”

Più di 100 bambini ogni anno, con una media di due o tre nuovi casi alla settimana. È il quadro della scabbia pediatrica osservato all’ospedale Meyer di Firenze, centro coinvolto insieme ad altre 27 strutture italiane in un ampio studio sulla malattia pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Infectious Diseases.

La ricerca, denominata Scab-net, ha analizzato l’efficacia dei trattamenti utilizzati in Italia e ha fornito nuovi elementi su un fenomeno già osservato dagli specialisti: il tradizionale trattamento a base di permetrina sembra essere diventato meno efficace contro l’acaro responsabile della scabbia.

Per il Meyer hanno contribuito allo studio Cesare Filippeschi, responsabile della Dermatologia Pediatrica, e la dermatologa Teresa Oranges, mettendo a disposizione una casistica significativa di pazienti pediatrici.

L’acaro è cambiato

La Dermatologia Pediatrica del Meyer studia da anni la scabbia e nel 2022 aveva individuato, attraverso l’esame dermatoscopico, un particolare elemento associato alla presenza dell’acaro. In particolare, era diventato più evidente l’apparato digerente del parassita, caratterizzato da una colorazione rossastra.

Un’osservazione che aveva portato gli specialisti a ipotizzare una possibile evoluzione dell’acaro collegata proprio alla ridotta risposta alla permetrina, il farmaco tradizionalmente utilizzato contro la scabbia.

Da qui la ricerca di alternative terapeutiche. Nel 2024 il team del Meyer ha rivolto l’attenzione a una preparazione a base di zolfo, ispirata a una terapia utilizzata già in passato. La crema è oggi impiegata dall’ospedale come trattamento di riferimento per i pazienti pediatrici affetti dalla malattia ed è stata inserita anche nelle Linee guida sul trattamento della scabbia pediatrica della Consensus del 2025, alla quale ha partecipato anche il Meyer insieme ad altri centri toscani.

Una malattia altamente contagiosa

La scabbia è provocata dall’acaro Sarcoptes scabiei hominis, un parassita che vive nell’epidermide umana. Il sintomo più caratteristico è il prurito, spesso particolarmente intenso, mentre la trasmissione avviene soprattutto attraverso il contatto fisico stretto.

Proprio questa modalità di contagio favorisce la diffusione all’interno delle famiglie e delle comunità, dove il contatto ravvicinato è più frequente.

Il fenomeno non riguarda specifiche fasce sociali o etnie: la scabbia è presente in tutto il mondo e può colpire chiunque.

I numeri registrati al Meyer confermano quanto la malattia continui a rappresentare un problema rilevante anche in ambito pediatrico: oltre un centinaio di nuove diagnosi ogni anno, con nuovi casi praticamente ogni settimana.

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