MASSA – Una notte di paura sul Monte Macina, dove un escursionista lucchese di 59 anni è rimasto bloccato in una zona particolarmente impervia dopo aver perso l’orientamento lungo una vecchia traccia di sentiero. Per raggiungerlo è stato necessario mobilitare il Soccorso Alpino, con tecnici impegnati per ore in un ambiente difficile e con passaggi su roccia fino al secondo e terzo grado.
L’allarme è scattato nella notte, quando la stazione di Massa del Soccorso Alpino è stata attivata su richiesta dei Vigili del Fuoco. Dopo aver informato la centrale del 118, i tecnici hanno iniziato la salita seguendo le coordinate trasmesse dal dispositivo GPS dell’escursionista.
L’uomo, classe 1967, esperto e dotato di Gps, era partito nella giornata di giovedì. Aveva imboccato una vecchia traccia che dal sentiero numero 150 conduce verso la Chiesa del Diavolo, con l’obiettivo di raggiungere il crinale e proseguire quindi verso il Monte Macina.
Durante il percorso, però, ha perso l’orientamento e si è trovato impossibilitato a proseguire, rimanendo bloccato nella zona della Chiesa del Diavolo, sul versante massese del Monte Macina.
La situazione ha richiesto un intervento particolarmente impegnativo. I tecnici della stazione di Massa si sono divisi in due squadre, operando in un ambiente caratterizzato da terreno impervio e tratti rocciosi con difficoltà alpinistiche. Alle operazioni hanno partecipato anche alcuni tecnici della vicina Stazione di Querceta.
Dopo ore di avvicinamento, l’escursionista è stato finalmente raggiunto intorno alle 2 di notte dalle squadre provenienti rispettivamente da Le Gabbie e da Arni.
Una volta raggiunto e messo in sicurezza, l’uomo è stato accompagnato in cordata con la tecnica della progressione in conserva, che consente agli alpinisti di muoversi contemporaneamente mantenendo il collegamento tra loro.
I soccorritori hanno così raggiunto il crinale del Monte Macina e da lì, attraverso il sentiero 150, sono scesi fino al Passo Sella, dove erano presenti il mezzo fuoristrada del Soccorso Alpino e due mezzi dei Vigili del Fuoco.
Un intervento complesso, portato a termine nel cuore della notte, che ha permesso di riportare in sicurezza l’escursionista dopo diverse ore trascorse in una zona particolarmente difficile da raggiungere.