Amianto in un gioco, scatta il richiamo: 30mila pezzi a rischio

TOSCANA — Un giocattolo destinato ai bambini è finito al centro di un richiamo per la presenza di tremolite, una forma di amianto, dopo la segnalazione del Ministero della Salute attraverso il sistema europeo Safety Gate. Il prodotto è stato classificato con un rischio serio e tra i Paesi interessati dalla distribuzione c’è anche l’Italia.

Si tratta di un giocattolo elastico a forma di carota arancione, lungo circa 17 centimetri e contenente sabbia. Il materiale utilizzato per riempirlo è risultato contaminato. Il timore è che, in caso di danneggiamento dell’involucro, la sabbia possa fuoriuscire.

Il richiamo riguarda complessivamente 30.024 pezzi. Il prodotto può essere stato acquistato non soltanto da famiglie, ma anche da scuole, asili nido e altre strutture frequentate dai bambini, compresi acquisti effettuati attraverso piattaforme online.

Il prodotto da controllare

I dati indicati nella segnalazione sono:

  • Marca: Trendhaus
  • Modello: 967176
  • Lotto: 2025 = CH33287
  • Codice a barre: 4032722967176

La raccomandazione delle autorità è chiara: il giocattolo non deve essere utilizzato.

Chi ne possiede uno è invitato a tenerlo lontano dai bambini e a non manipolarlo in modo da poter danneggiare l’involucro. Non va aperto, tagliato, bucato né svuotato. È inoltre sconsigliato gettarlo nei normali rifiuti domestici: occorre rivolgersi al venditore per conoscere le modalità di restituzione oppure contattare la Asl competente per ricevere indicazioni.

Se l’involucro è rotto

La situazione richiede ancora maggiore attenzione se il giocattolo presenta una rottura o se la sabbia è già fuoriuscita.

In questo caso non bisogna spazzare il materiale né utilizzare un normale aspirapolvere e non è opportuno cercare di rimuoverlo autonomamente. L’area deve essere temporaneamente tenuta lontana da bambini e altre persone, contattando quindi la Asl e seguendo le indicazioni fornite dalle autorità.

L’invito è rivolto in particolare a famiglie, scuole, asili nido e strutture educative, che dovrebbero verificare anche gli acquisti effettuati nel 2025 e nel 2026, compresi quelli realizzati attraverso marketplace online.

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