TOSCANA — La Toscana si conferma tra le regioni più virtuose in Italia e ai livelli più alti in Europa per cultura della donazione e attività trapiantologica. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati 104 donatori per milione di abitanti, mentre le opposizioni sono scese dal 29 al 25 per cento.
A crescere è anche il numero dei cittadini che scelgono di esprimere in vita la propria volontà: oggi il 65 per cento dei consensi alla donazione arriva infatti da persone che hanno già lasciato un’indicazione precisa.
Numeri che hanno avuto una ricaduta concreta sull’attività dei centri. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nei primi sei mesi del 2026 si registra infatti un aumento del 10 per cento degli organi provenienti dalla Toscana utilizzati per i trapianti.
Nel dettaglio, sono stati eseguiti quattro trapianti di cuore in più, sei di polmone e cinque di fegato. Stabile invece l’attività relativa ai trapianti di rene, nonostante il progressivo aumento dell’età dei donatori.
Particolarmente significativo anche il dato relativo alla donazione a cuore fermo, cresciuta del 18 per cento nei primi sei mesi dell’anno e arrivata a rappresentare il 27 per cento del totale.
L’estensione del programma di donazione a cuore fermo controllato alla Asl Toscana Sud Est e l’impiego di équipe mobili specializzate, tra cui quelle di Careggi e Monasterio, hanno consentito di portare questa possibilità anche negli ospedali periferici, aumentando così le opportunità di recuperare organi destinati ai pazienti in attesa di trapianto.
La rete regionale ha inoltre rafforzato la capacità di utilizzare organi provenienti da casi particolarmente complessi, consentendo di ampliare ulteriormente il numero di organi disponibili.
Un sistema articolato che coinvolge l’intera Organizzazione Toscana Trapianti, dai coordinamenti locali alle terapie intensive, dai reparti alle sale operatorie, fino ai laboratori, ai servizi di emergenza e ai trasporti.
“Questi numeri raccontano innanzitutto la straordinaria generosità dei cittadini toscani”, sottolinea l’assessora regionale al diritto alla salute Monia Monni, ricordando come dietro ogni scelta ci sia la possibilità concreta di offrire una nuova opportunità di vita a un’altra persona.
Per la Regione l’obiettivo è ora consolidare ulteriormente la rete, promuovere la cultura della donazione e sostenere l’innovazione clinica e organizzativa, così da garantire ai pazienti le migliori possibilità di accesso al trapianto.
