Vecoli-Arci, la maggioranza vuole vederci chiaro: “Compatibilità da verificare”

VIAREGGIO – È scontro politico sulla posizione del consigliere comunale Jan Vecoli e sui suoi rapporti con Arci Lucca Versilia. A sollevare la questione sono i consiglieri di maggioranza delle liste Viareggio Insieme, Del Ghingaro, Viareggio Democratica e Centro Destra Unito, che chiedono di verificare formalmente la compatibilità tra l’incarico elettivo e il ruolo ricoperto nell’associazione.

Secondo quanto riportato nel documento diffuso dalla maggioranza, dalla visura Runts Vecoli risulterebbe tuttora presidente e legale rappresentante di Arci Lucca Versilia, mentre ricopre contemporaneamente la carica di consigliere comunale di Viareggio.

Nel comunicato viene inoltre evidenziato che Arci intrattiene rapporti economici con il Comune di Viareggio, citando affidamenti diretti per servizi come lo Sportello Immigrazione. In particolare, viene indicato un importo di 74mila euro per il biennio 2024-2025 e un ulteriore affidamento dello stesso valore per il biennio 2026-2027.

È proprio questo intreccio di incarichi e rapporti economici a spingere la maggioranza a chiedere chiarimenti.

I consiglieri ricordano infatti che Vecoli, attraverso un post pubblicato su Facebook l’11 maggio scorso, avrebbe dichiarato di essersi “autosospeso” dalla carica di presidente provinciale di Arci. Da qui una serie di interrogativi: quale valore formale avrebbe l’autosospensione? Sarebbe prevista dallo statuto dell’associazione? Esisterebbe un atto ufficiale? E, soprattutto, chi eserciterebbe nel frattempo le funzioni di presidente e legale rappresentante?

La maggioranza pone inoltre l’accento sul fatto che, nonostante la dichiarazione di autosospensione, la visura Runts riporterebbe ancora Vecoli come presidente e legale rappresentante.

Nel documento viene richiamato anche l’articolo 63, comma 1, numero 2 del Tuel, relativo alle cause di incompatibilità degli amministratori e dei rappresentanti di soggetti che abbiano parte in servizi, somministrazioni o appalti nell’interesse del Comune. I consiglieri citano inoltre gli orientamenti del Ministero dell’Interno sulla possibile applicazione della norma anche ai presidenti di associazioni senza scopo di lucro quando esista un rapporto oneroso per lo svolgimento di servizi comunali.

Da qui la richiesta di una verifica ufficiale: “Jan Vecoli è compatibile con la carica di consigliere comunale?”

La maggioranza chiede agli organi competenti di accertare se gli affidamenti e i rapporti economici tra Comune e ARCI siano proseguiti durante il mandato consiliare e di chiarire quale sia formalmente l’attuale posizione di Vecoli all’interno dell’associazione.

Nel mirino anche l’eventuale esistenza di un atto di sospensione: se esiste, sostengono i consiglieri, dovrebbero essere resi noti la decorrenza e gli effetti sulla rappresentanza dell’associazione.

La nota assume poi toni decisamente politici. I consiglieri di maggioranza accusano Vecoli di essere solito dispensare “patenti di moralità” e sostengono che sarebbe paradossale se proprio il consigliere si trovasse in una situazione di incompatibilità.

Critiche vengono rivolte anche alla lista Fermi Mai e alla sua ex candidata a sindaco, con una domanda altrettanto politica: la situazione era stata verificata prima della candidatura e dell’ingresso in Consiglio comunale oppure no?

La conclusione della maggioranza è netta: “Se Vecoli è compatibile, lo dimostrino gli atti. Se non lo è, smetta di fare la morale agli altri e ne tragga immediatamente le conseguenze”.

Una presa di posizione che apre ora la strada alla richiesta di una verifica formale sulla posizione del consigliere e sui rapporti tra il suo incarico pubblico e quello nell’associazione.

Immediata la risposta di Jan Vecoli e Fermi Mai:

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