MASSA — Si chiude un altro capitolo dell’inchiesta sulla morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne massese morto dopo una violenta aggressione avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Felice Palma. La Procura per i minorenni di Genova ha concluso le indagini nei confronti dei tre ragazzi minorenni coinvolti nella vicenda, delineando per ciascuno una posizione diversa.
Per uno dei tre la contestazione è quella, pesantissima, di omicidio volontario. Gli altri due dovranno invece rispondere di rissa aggravata e lesioni ai danni del cognato di Bongiorni.
Una svolta che arriva dopo mesi di accertamenti sulla notte che sconvolse Massa e che si concluse con la morte dell’uomo, avvenuta davanti agli occhi del figlio di appena 11 anni.
La notte della tragedia
Era trascorsa da poco la mezzanotte quando Bongiorni si trovava in piazza Palma insieme alla compagna, al figlio e ad alcuni familiari. Nella stessa zona era presente un gruppo di giovani, alcuni dei quali minorenni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla base del violento confronto ci sarebbe stato un rimprovero rivolto ai ragazzi, che stavano compiendo atti di vandalismo e lanciando bottiglie di vetro contro un esercizio commerciale.
Da quella discussione nacque una colluttazione. Ad essere coinvolto per primo sarebbe stato il cognato di Bongiorni, che avrebbe riportato lesioni. Bongiorni intervenne nella situazione che stava degenerando e fu a sua volta aggredito.
La violenza si trasformò in un pestaggio. L’uomo venne colpito e, durante l’aggressione, cadde pesantemente a terra battendo la testa. Le conseguenze furono devastanti. Gli accertamenti medico-legali hanno evidenziato la gravità delle lesioni riportate, risultate poi fatali.
Per Bongiorni non ci fu nulla da fare. I soccorritori tentarono di rianimarlo, ma il 47enne morì nella piazza dove, pochi minuti prima, si trovava insieme alla propria famiglia.
Ancora più drammatica la presenza del figlio di 11 anni, che assistette all’aggressione e alla morte del padre.
Cinque giovani coinvolti nell’inchiesta
Fin dalle prime ore dell’indagine era emerso un quadro particolarmente complesso. I carabinieri identificarono cinque giovani, tre dei quali minorenni. Inizialmente, nei confronti dei tre maggiorenni individuati all’epoca, le contestazioni erano state ricondotte all’omicidio volontario in concorso.
Con il procedere degli accertamenti, però, le posizioni sono state ulteriormente definite.
Oggi il quadro dei minorenni è quello delineato dalla Procura di Genova: uno è accusato di omicidio volontario, mentre gli altri due sono chiamati a rispondere di rissa aggravata e lesioni nei confronti del cognato della vittima.
Per i due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, la Procura di Massa aveva già notificato a giugno l’avviso di conclusione delle indagini. Nei loro confronti resta la contestazione di omicidio volontario e rissa, ma è venuta meno l’aggravante dei futili motivi.
Per loro l’udienza davanti al giudice dell’udienza preliminare di Massa è fissata per il 24 settembre.
Un’indagine partita dalle immagini e dalle testimonianze
A consentire agli investigatori di ricostruire rapidamente quanto accaduto quella notte sono state anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, insieme alle testimonianze raccolte e agli accertamenti eseguiti dai carabinieri.
La vicenda aveva profondamente colpito la città. La morte di Bongiorni, provocata da un’aggressione nata da un confronto apparentemente banale, aveva lasciato Massa sotto choc e acceso un forte dibattito sulla violenza e sulle risse che coinvolgono gruppi di giovanissimi.
Ora, con la conclusione delle indagini nei confronti dei tre minorenni, il procedimento entra in una nuova fase. Le accuse dovranno naturalmente essere valutate nelle successive fasi processuali e, fino a una sentenza definitiva, per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.