FIRENZE – Una richiesta di confronto urgente per difendere i punti nascita periferici e garantire alle future mamme e ai neonati servizi sanitari sicuri e facilmente raggiungibili. È questo il contenuto della lettera inviata dal Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Stefano Scaramelli, al ministro della Salute Orazio Schillaci e al Comitato Percorso Nascita nazionale.
Al centro dell’iniziativa ci sono le prospettive dei punti nascita di Campostaggia a Poggibonsi, La Gruccia a Montevarchi e Nottola a Montepulciano, strutture per le quali sono state adottate decisioni che, secondo il Garante, rischiano di indebolire l’assistenza nelle aree più periferiche della Toscana.
La presa di posizione arriva dopo la segnalazione dell’associazione Cuore di Bimbo – Associazione Toscana Genitori Bambini Cardiopatici, che ha raccolto le preoccupazioni delle famiglie sulle possibili conseguenze della riorganizzazione dei servizi.
Scaramelli richiama in particolare la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, sostenendo che la tutela della salute dei minori debba prevalere su criteri esclusivamente numerici o organizzativi.
Nel mirino c’è soprattutto l’applicazione della soglia dei 500 parti l’anno prevista dal decreto ministeriale 70 del 2015. Secondo il Garante, utilizzare il parametro in modo rigido rischia di non tenere conto delle caratteristiche della Toscana, fatta di territori estesi e aree nelle quali raggiungere un ospedale alternativo può richiedere tempi considerevoli.
La questione riguarda in modo diverso i tre presidi. Per Campostaggia, a Poggibonsi, la mancata concessione della deroga comporterebbe l’interruzione del servizio e il trasferimento delle emergenze verso Siena. A La Gruccia, a Montevarchi, il monitoraggio limitato a sei mesi viene considerato una soluzione che non garantirebbe una programmazione stabile. A Nottola, a Montepulciano, la proroga di dodici mesi viene invece ritenuta insufficiente per un territorio nel quale il raggiungimento di altri presidi può richiedere oltre un’ora di viaggio.
Il timore espresso dal Garante è che la riduzione dei servizi di prossimità possa tradursi in un aumento dei trasferimenti, anche in situazioni di emergenza, con possibili ripercussioni sulla sicurezza di gestanti e neonati.
Per questo Scaramelli chiede l’apertura urgente di un Tavolo di Mediazione permanente, che riunisca Ministero della Salute, Comitato Percorso Nascita nazionale, Regione Toscana, aziende sanitarie e sindaci.
L’obiettivo è arrivare a una soluzione condivisa che tenga conto non soltanto dei numeri, ma anche delle distanze, delle caratteristiche dei territori e del diritto delle famiglie ad avere accesso a cure sicure e tempestive. Il Garante ha inoltre dato la propria disponibilità a partecipare al tavolo con un ruolo di garanzia.
