Il mare si mangia la Toscana: in campo 547 milioni per salvare le spiagge

TOSCANA — Una strategia lunga vent’anni per salvare le spiagge dall’erosione, proteggere abitazioni e infrastrutture e rendere il litorale toscano più resistente agli effetti dei cambiamenti climatici. È questa la sfida del nuovo Masterplan della costa 2026, presentato dalla Regione Toscana.

Il piano mette nero su bianco la dimensione dell’intervento necessario: per realizzare tutte le azioni previste nell’arco di 15-20 anni serviranno circa 547 milioni e 710mila euro. Nei primi dieci anni il fabbisogno stimato è di circa 166 milioni di euro, destinati soprattutto agli interventi strutturali.

Una parte delle risorse è già stata individuata. Dal 2021 a oggi, infatti, Regione e fondi europei hanno messo a disposizione circa 77 milioni di euro, utilizzati per opere già realizzate o attualmente in corso.

“Abbiamo approvato in Giunta il Masterplan degli interventi per il contrasto all’erosione costiera”, ha spiegato il presidente della Regione Eugenio Giani, sottolineando che la programmazione guarda ai prossimi vent’anni e prevede interventi per oltre mezzo miliardo di euro.

Versilia e Massa-Carrara tra le emergenze

Il piano non riguarda una singola zona, ma l’intero litorale toscano. Le criticità più importanti, tuttavia, si concentrano nella parte settentrionale della regione, dalla Versilia alla provincia di Massa-Carrara, anche in relazione agli interventi necessari nell’area del porto di Marina di Carrara.

Particolare attenzione sarà riservata anche a Tirrenia e Marina di Pisa, dove gli studi realizzati con l’Università di Firenze hanno individuato possibili interventi sulle barriere per ridurre l’impatto del moto ondoso nei tratti maggiormente esposti.

A Marina di Pisa è già previsto un intervento da 7 milioni di euro sulla cosiddetta “cella 4”, con la modifica dell’attuale spiaggia di ghiaia e il suo prolungamento di circa 70 metri.

Oltre 462 milioni soltanto per le opere strutturali

La parte più consistente del Masterplan riguarda gli interventi strutturali: oltre 462 milioni di euro complessivi, di cui circa 134,8 milioni nei primi dieci anni.

Le risorse sono distribuite tra le diverse unità fisiografiche della costa:

  • foce del Magra-Livorno: oltre 189 milioni di euro complessivi, circa 44,6 milioni nel primo decennio;
  • Punta Lillatro-La Torraccia: circa 49,4 milioni, di cui 23,7 milioni nei primi dieci anni;
  • Baratti-Follonica-Punta Ala: circa 45,9 milioni, con 17,4 milioni nel primo decennio;
  • Punta Rocchette-Cala Rossa: circa 51,9 milioni, di cui 22 milioni nei primi dieci anni;
  • Talamone-Osa-Santa Liberata-Feniglia: circa 57,1 milioni, con 17,9 milioni nel primo decennio.

A questi si aggiungono gli interventi previsti tra Ansedonia e Chiarone, quelli sulle cosiddette “pocket beaches” e le opere destinate alla protezione degli abitati costieri.

Serviranno 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti

Uno degli strumenti principali sarà il ripascimento, cioè l’apporto di sabbia e altri sedimenti nei tratti di costa maggiormente colpiti dall’erosione.

Il fabbisogno complessivo stimato dal Masterplan è di circa 2,8 milioni di metri cubi di sedimenti. Di questi, 1,3 milioni riguardano il tratto settentrionale compreso tra la foce del Magra e il porto di Livorno.

Nei primi dieci anni servirà circa un milione di metri cubi, pari al 35% del fabbisogno complessivo.

La Regione punta inoltre sull’economia circolare, cercando di recuperare e riutilizzare, quando possibile, i sedimenti già disponibili lungo la costa. Su questo fronte è stato avviato un percorso con Ispra, Arpat e Consorzio Lamma.

“Non possiamo tornare alla costa di cento anni fa”

Il direttore della Protezione civile e difesa del suolo Giovanni Massini ha messo in guardia da aspettative irrealistiche.

“Pensare di tornare alla situazione della costa di un secolo fa non è realistico”, ha spiegato. L’obiettivo, piuttosto, è mantenere sostanzialmente l’attuale linea di costa, intervenendo dove l’arretramento è più grave.

I cambiamenti climatici, ha sottolineato Massini, hanno accelerato le dinamiche dell’erosione: fenomeni che in passato si sviluppavano nell’arco di molti anni possono oggi verificarsi in tempi molto più brevi.

Non ci saranno però soltanto barriere e ripascimenti. La strategia regionale guarda anche al rapporto tra fiumi e mare, perché i sedimenti trasportati dai corsi d’acqua rappresentano una fonte fondamentale per alimentare naturalmente le spiagge.

Il nodo dei finanziamenti

È proprio quello delle risorse uno dei principali punti interrogativi del Masterplan. Per i primi dieci anni servono circa 166 milioni, mentre l’intera strategia ventennale richiede oltre 547 milioni.

La Toscana aveva indicato la difesa della costa tra i progetti strategici da finanziare attraverso il PNRR, ma quelle risorse non si sono concretizzate.

Per questo la Regione punta soprattutto sui fondi strutturali europei, a partire dalla nuova programmazione FESR prevista dal 2028, e chiede al Governo un maggiore impegno finanziario.

“Un Masterplan che prevede interventi per 166 milioni nei primi dieci anni e 547 milioni nell’arco dei vent’anni avrà bisogno di ulteriori risorse”, ha ribadito l’assessore all’ambiente David Barontini.

Una costa da difendere anche per l’economia

Il problema non riguarda soltanto l’ambiente. Le spiagge rappresentano una barriera naturale a protezione degli abitati, ma anche una componente essenziale dell’economia turistica toscana.

Per questo il Masterplan prevede un sistema permanente di monitoraggio, studio e ricerca, con il controllo dell’evoluzione della linea di costa affidato al Consorzio Lamma e verifiche sull’efficacia delle opere realizzate.

Il piano sarà aggiornato nel tempo sulla base delle nuove conoscenze scientifiche e dell’evoluzione dei fenomeni erosivi.

La sfida, dunque, è già tracciata: 547 milioni di euro, vent’anni di programmazione e milioni di metri cubi di sedimenti per impedire che il mare continui a mangiarsi la costa toscana.

Ti protrebbe interessare

Lascia Lucca il dirigente della Polizia Stradale Ciaramella: il saluto del Questore Giobbi

Sbalzato dalla moto dopo lo scontro con un’auto sulla FiPiLi, centauro in codice rosso a Cisanello

Ritrovato il 39enne scomparso a Massa: cinque giorni di paura, poi il lieto fine