Il sindaco Maurizio Verona premiato a Cassino: “La pace è responsabilità quotidiana, difendiamo Costituzione e democrazia”

STAZZEMA — Un riconoscimento alla memoria, alla cultura della pace e all’impegno per la difesa dei valori democratici. Il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, presidente del Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, è stato insignito della terza edizione del Premio Internazionale “Cassino Città per la Pace”.

Il riconoscimento è promosso dall’omonima associazione, presieduta da Nino Rossi, e viene assegnato a personalità che si sono distinte nella diffusione dei valori di pace, concordia e fratellanza tra i popoli.

Un premio dal forte valore simbolico, consegnato proprio a Cassino, città profondamente segnata dalla Seconda guerra mondiale e quasi interamente distrutta dai bombardamenti. Nel 1987 l’Assemblea generale dell’Onu l’ha indicata come “messaggera di pace nel mondo”. Alla città è stato inoltre attribuito l’appellativo di “Città Martire per la Pace”, insieme alla Medaglia d’oro al Valor Militare.

Verona ha accolto il riconoscimento sottolineandone soprattutto il significato nel tempo presente.

“Sono profondamente onorato di ricevere il premio della terza edizione di ‘Cassino Città della Pace’, un riconoscimento che oggi, più che mai, assume per me un valore inestimabile”, ha dichiarato il sindaco di Stazzema.

La scelta di Cassino, ha aggiunto, rende il premio ancora più significativo: “Riceverlo proprio a Cassino, una città che porta nella propria memoria le ferite profonde della guerra e della distruzione, rende questo premio ancora più significativo. La pace non è semplicemente l’assenza della guerra: è la costruzione quotidiana di una società fondata sulla libertà, sulla dignità della persona, sull’uguaglianza, sul rispetto reciproco e sulla democrazia”.

Da qui l’appello alla vigilanza democratica, con un richiamo diretto alla storia italiana e alla necessità di non considerare acquisiti per sempre i valori della Costituzione.

“Fa riflettere, e in alcuni momenti deve anche preoccuparci, il fatto che in Italia, un Paese che meno di un secolo fa ha conosciuto la dittatura fascista, esistano ancora settori della società attratti da ideologie che pensavamo appartenessero definitivamente al passato”, ha detto Verona.

Il sindaco ha ricordato come il fascismo abbia rappresentato una dittatura che ha cancellato libertà fondamentali, perseguitato gli oppositori e introdotto le leggi razziali, richiamando anche le stragi di civili compiute durante la guerra. Tra queste, quella di Sant’Anna di Stazzema, diventata uno dei simboli più drammatici della violenza contro la popolazione civile.

Nel suo intervento Verona ha espresso preoccupazione anche per il consenso raccolto da alcune proposte politiche che utilizzano termini come “remigrazione” e “rastrellamento”, oltre che per la messa in discussione di diritti come l’autodeterminazione delle donne e l’interruzione volontaria di gravidanza e per ipotesi che prevedano un diverso peso del voto dei cittadini in base al numero dei figli.

“Su questi temi non credo sia sufficiente indignarsi. Occorre discutere, informarsi, ricordare e soprattutto difendere con determinazione i principi della nostra Costituzione, che non è un semplice insieme di norme, ma il risultato della tragedia della dittatura, della guerra e della Resistenza”, ha affermato.

E ancora: “La democrazia non è qualcosa che ci viene garantito per sempre. È una conquista fragile, che può essere erosa lentamente quando ci abituiamo alle parole dell’odio, alla discriminazione, alla delegittimazione dell’altro e all’idea che alcuni cittadini possano avere meno diritti di altri”.

Il significato del premio, nelle parole del sindaco, va dunque oltre il riconoscimento personale. È una responsabilità, soprattutto per chi rappresenta un luogo della memoria come Sant’Anna di Stazzema.

“Il premio ‘Cassino Città della Pace’ lo considero quindi non soltanto un riconoscimento personale, ma una responsabilità. Una responsabilità a continuare a credere nei valori della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e della solidarietà”, ha concluso Verona.

Un impegno che affida alla memoria il compito di parlare al presente: “Sta a noi custodirla. Sta a noi difenderla. Sta a noi impedire che le parole che hanno accompagnato le pagine più buie della nostra storia tornino a diventare normalità. Perché la pace, la democrazia e la libertà non sono valori del passato: sono il nostro impegno per il futuro”.

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