Al Meyer la sostenibilità entra nel bilancio: il parco produce 50 tonnellate di ossigeno ogni anno

FIRENZE – Un ospedale sempre più attento all’ambiente, ma anche alle persone, alla ricerca, all’inclusione e alla trasparenza. È questa la fotografia che emerge dal primo bilancio di sostenibilità dell’Aou Meyer Irccs, adottato nei giorni scorsi e realizzato con il supporto della società di consulenza Deloitte. Il Meyer è la prima struttura pubblica sanitaria della Toscana a scegliere di rendicontare in maniera organica il proprio impatto ambientale, sociale ed economico, seguendo i criteri ESG.

Il documento mette sotto la lente le attività dell’ospedale e gli effetti prodotti sulla comunità, sull’ambiente e sulle persone: dai piccoli pazienti alle loro famiglie, fino ai professionisti che ogni giorno lavorano nella struttura.

Sostenibilità significa garantire equità nell’accesso alle cure, investire nel capitale umano e nelle competenze dei nostri professionisti, incentivare l’innovazione tecnologica e ridurre l’impatto ambientale delle nostre strutture“, sottolinea il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, autore della prefazione al bilancio. Un impegno che, secondo Giani, si concretizza nella transizione ecologica, nel sostegno psicosociale alle famiglie e nelle politiche per la parità di genere.

Per il direttore generale dell’Aou Meyer Irccs, Paolo Marchese Morello, il bilancio non è soltanto una raccolta di numeri, ma uno strumento per rendere trasparenti le scelte dell’azienda e verificare la coerenza tra i valori dichiarati e le decisioni assunte.

Meyer in Green, meno consumi e più energie rinnovabili

Uno dei capitoli più significativi riguarda l’ambiente. Negli ultimi anni il Meyer ha sviluppato il programma Meyer in Green, sostenuto dalla Fondazione Meyer, con l’obiettivo di trasformare l’ospedale in una struttura sempre più verde, efficiente e resiliente.

Nel 2025 i consumi energetici complessivi sono diminuiti del 4,4%, mentre quelli di gas naturale hanno registrato una riduzione di quasi il 12%. Tra il 2024 e il 2025 sono inoltre calate del 12% le emissioni dirette di gas serra, del 19% quelle legate all’utilizzo di energia elettrica, calore e vapore e del 15% quelle riconducibili all’energia acquistata.

Il percorso verso le fonti rinnovabili prosegue con la progettazione di un nuovo impianto fotovoltaico da 2 megawatt destinato al parcheggio aziendale. Una volta realizzato, dovrebbe essere in grado di coprire circa il 40% del fabbisogno elettrico diurno dell’ospedale. Per il Family Center è stata invece scelta la geotermia.

Anche l’illuminazione a Led sta contribuendo alla riduzione dei consumi, con risparmi che possono arrivare al 70-80% rispetto alle tecnologie tradizionali.

Buoni anche i risultati sul fronte della raccolta differenziata: la carta e il cartone correttamente separati sono passati dal 98% del 2024 al 99% nel 2025, mentre la plastica è salita dal 67% al 70%.

Cinque ettari di verde e 557 alberi: il parco del Meyer è un vero polmone

Tra i patrimoni più preziosi dell’ospedale c’è il suo grande parco. Il Meyer dispone complessivamente di circa cinque ettari di aree verdi, ai quali si aggiungono 5mila metri quadrati tra terrazze e giardini.

L’ultimo censimento ha individuato 557 alberature, comprese piante secolari come pini, tigli, cedri, platani e bagolari, alcune delle quali risalgono all’epoca della realizzazione di Villa Ognissanti, nel 1914.

Un patrimonio che non ha soltanto un valore estetico e terapeutico. Secondo le stime riportate nel bilancio, gli alberi del Meyer producono ogni anno circa 50 tonnellate di ossigeno. Il patrimonio arboreo ha inoltre una capacità potenziale di stoccaggio di circa 880 tonnellate di CO2, mentre l’assorbimento annuale si aggira intorno alle 70 tonnellate.

Un contributo ambientale che, secondo le stime, equivale a compensare l’inquinamento prodotto da circa 52 automobili.

Dal 2024 è inoltre attiva una collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze. Da questo lavoro è nato un masterplan per la gestione degli spazi aperti che prevede, tra gli interventi principali, la piantumazione di altri 500 alberi entro il 2030.

Persone al centro: 1.336 dipendenti e 39 ore di formazione ciascuno

La sostenibilità, però, non riguarda soltanto l’ambiente. Nel bilancio trovano ampio spazio le politiche rivolte ai lavoratori e alle famiglie dei piccoli pazienti.

Nel 2025 al Meyer lavoravano 1.336 persone, il 5,8% in più rispetto all’anno precedente. Il 96% aveva un contratto a tempo indeterminato e il 78% dei dipendenti era costituito da donne. Nel corso dell’anno sono state effettuate 127 nuove assunzioni, con un turnover del 4%.

Grande attenzione anche alla formazione: ogni dipendente ha ricevuto mediamente 39 ore di lezioni e corsi. I percorsi hanno riguardato, tra l’altro, le infezioni correlate all’assistenza, il Fascicolo sanitario elettronico, le competenze digitali, la rianimazione cardiopolmonare, la sicurezza dei pazienti, la simulazione clinica e la ricerca scientifica.

Non sono mancati corsi dedicati all’innovazione organizzativa e alle competenze trasversali, dalla comunicazione ipnotica alla chirurgia robotica, fino alla leadership e al team building.

Benessere, sicurezza e parità di genere

Il Meyer ha messo in campo anche diverse iniziative per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro. Tra queste lo smart working, le convenzioni con asili nido, trasporto pubblico e parcheggi, oltre agli spazi dedicati alla socializzazione e all’ascolto psicologico.

Sono previste inoltre nuove iniziative, tra cui l’apertura di uno sportello dedicato ai diritti dei dipendenti. È stato costituito anche un gruppo di lavoro permanente per la prevenzione e la gestione della violenza contro gli operatori e per la valutazione del rischio legato allo stress lavoro-correlato.

Sul fronte della sicurezza, nel 2025 sono stati registrati 48 infortuni sul lavoro, senza conseguenze gravi, con un tasso di incidenza di 26,16 per milione di ore lavorate.

Particolare attenzione anche alla parità di genere. Dal 2022 il Meyer ha adottato un Gender Equality Plan, accompagnato da iniziative formative sul riconoscimento degli stereotipi, sulla prevenzione della violenza di genere e sull’utilizzo di un linguaggio rispettoso e inclusivo.

Sono 47 i dipendenti appartenenti a categorie protette, pari al 3,5% dell’organico.

Trasparenza, anticorruzione e tutela dei dati

Tra gli aspetti rendicontati c’è anche quello relativo alla governance. Trasparenza e anticorruzione sono state inserite nei programmi formativi rivolti al personale, mentre le attività di prevenzione si sono concentrate soprattutto sulle aree considerate maggiormente esposte a rischio: contratti pubblici, reclutamento del personale, gestione delle liste d’attesa e rapporti di collaborazione e sponsorizzazione con l’industria farmaceutica.

Sul fronte della privacy, nel 2025 non sono stati registrati episodi di violazione dei dati o perdita di informazioni cliniche dei pazienti.

Quasi 700mila prestazioni e famiglie accolte gratuitamente

I numeri raccontano infine il peso del Meyer nella rete sanitaria regionale e nazionale. Nel corso del 2025 sono stati registrati 8.901 ricoveri ordinari, 31.709 giornate di Day Hospital e 689.452 prestazioni ambulatoriali e di laboratorio.

L’attrazione extraregionale ha raggiunto il 22,03%, confermando il ruolo dell’ospedale pediatrico fiorentino come centro di riferimento anche oltre i confini toscani.

Accanto all’attività sanitaria c’è quella di accoglienza. Nel 2025 sono stati ospitati 693 nuclei familiari provenienti da altre regioni e dall’estero, ai quali sono stati garantiti gratuitamente alloggio e supporto logistico. I servizi di mediazione culturale sono stati messi a disposizione in 27 lingue.

Pet therapy, musicoterapia e altri progetti di accoglienza completano un modello nel quale l’obiettivo è fare in modo che il bambino possa continuare a vivere la propria dimensione di bambino anche durante il ricovero.

Il primo bilancio di sostenibilità diventa così, per il Meyer, non soltanto una fotografia dell’attività svolta, ma anche una base per misurare i progressi futuri, dall’ambiente alla qualità del lavoro, dalla ricerca all’accoglienza, con l’obiettivo di rendere l’ospedale sempre più sostenibile e vicino ai bisogni della comunità.

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