VIAREGGIO — Prima il pino storico, poi la magnolia e adesso una nuova antenna per la telefonia mobile. È il filo conduttore scelto da Fermi Mai, formazione politica, per tornare ad attaccare l’amministrazione comunale sulla gestione delle vicende che riguardano il quartiere di Sant’Andrea.
Al centro della nuova presa di posizione c’è un progetto presentato da Iliad Italia per l’installazione di una stazione radio base all’interno del complesso della chiesa di via Sant’Andrea 55.
L’istanza è stata depositata in Comune il 24 agosto, con protocollo generale numero 76378. Il giorno successivo è stata avviata la Conferenza dei servizi. L’avviso, firmato dalla funzionaria dell’Ufficio SUAP Eleonora Certo, è stato pubblicato all’Albo Pretorio con numero 63385, pubblicazione 3181, e indica nel 9 settembre 2026 il termine per la presentazione delle osservazioni.
È proprio la tempistica a finire nel mirino di Fermi Mai. La formazione politica contesta infatti che i residenti abbiano appreso del progetto attraverso l’Albo Pretorio, nel pieno del periodo estivo, e sottolinea come siano rimasti soltanto quindici giorni per eventuali osservazioni.
Ma quello dell’antenna non sarebbe un capitolo completamente nuovo. Nel 2025 un precedente progetto, che coinvolgeva Cellnex, Wind Tre e Iliad e prevedeva un impianto sul campanile della chiesa, era stato respinto dal Comune con la determinazione dirigenziale numero 1311 del 29 maggio 2025, dopo il parere contrario della Soprintendenza.
Ora, secondo Fermi Mai, la questione torna dunque sullo stesso complesso, con una nuova istanza e una nuova procedura.
Da qui l’attacco politico all’amministrazione e una serie di domande rivolte soprattutto alla sindaca Sara Grilli: perché è stato scelto nuovamente Sant’Andrea? Quali altre collocazioni sono state valutate? I residenti sono stati adeguatamente informati?
Fermi Mai richiama inoltre le recenti vicende legate al verde pubblico nella stessa area, ricordando la mobilitazione per il pino storico e il successivo abbattimento della magnolia. La formazione politica chiede se esista un collegamento tra queste vicende e il nuovo progetto dell’antenna, precisando la necessità di chiarire pubblicamente ogni eventuale rapporto prima di trarre conclusioni.
C’è poi la questione della possibile presenza di altre infrastrutture per la telefonia nella zona. Fermi Mai segnala infatti un’antenna già presente sopra la sede della Misericordia, in via Felice Cavallotti 80, e chiede che nella valutazione vengano considerati gli impianti già esistenti.
Sul tema dei campi elettromagnetici, la formazione politica domanda inoltre che siano messi a disposizione dei cittadini il parere di Arpat e la documentazione relativa alla valutazione previsionale dell’impatto complessivo degli impianti presenti nell’area.
Fermi Mai affronta anche il tema dell’eventuale rapporto economico derivante dalla concessione di uno spazio della proprietà ecclesiastica per l’installazione dell’antenna. Un eventuale beneficio economico per la parrocchia, sottolinea la formazione politica, rientrerebbe nei rapporti tra soggetti privati, ma non risponderebbe alla domanda centrale: quella sarebbe davvero la collocazione più adatta per l’impianto?
Il malumore, secondo quanto riferito da Fermi Mai, sarebbe forte tra i residenti. La formazione politica parla di persone “esauste e sconvolte” per aver appreso del progetto e riferisce che alcuni cittadini avrebbero manifestato anche l’intenzione di valutare la vendita della propria abitazione qualora l’antenna venisse installata.
La richiesta politica è quindi precisa: Fermi Mai chiede all’amministrazione comunale di uscire dal silenzio, convocare il quartiere e rendere pubblico il progetto nella sua interezza, comprese le valutazioni sulle possibili alternative.
E soprattutto chiede alla sindaca Grilli di chiarire quale sia il disegno complessivo per Sant’Andrea.
“Prima il pino. Poi la magnolia. Adesso l’antenna”, è la sintesi scelta da Fermi Mai per contestare quella che la formazione politica considera una gestione poco trasparente delle vicende del quartiere e chiedere un confronto pubblico con i cittadini.
