Posti di controllo diffusi su Telegram da Salemi, il sindacato di Polizia: “Un atto grave, la sicurezza degli agenti non è negoziabile”

VIAREGGIO – “La sicurezza degli operatori non è negoziabile”. È questo il punto fermo dal quale parte il Siulp di Lucca nel prendere posizione sulla vicenda dell’assessore del Comune di Viareggio Rodolfo Salemi che ha diffuso, attraverso un gruppo Telegram, la presenza e la posizione di posti di controllo della Polizia di Stato.

Un intervento durissimo, quello del sindacato di Polizia, che sceglie però di tenersi fuori dallo scontro politico esploso intorno alla vicenda. Il Siulp precisa infatti di non voler entrare nella polemica tra maggioranza e opposizione e di non voler intervenire sulle eventuali richieste di dimissioni. “Non è compito di un sindacato di Polizia arbitrare lo scontro tra maggioranza e opposizione”, viene sottolineato nel comunicato firmato dal segretario generale provinciale Domenico Lombardi.

Il sindacato concentra invece l’attenzione su quello che considera il nodo centrale: la diffusione di informazioni relative alla dislocazione dei servizi di Polizia e le possibili conseguenze sulla sicurezza degli agenti impegnati nei controlli.

“Non un’imprudenza, ma un gesto che può avere conseguenze concrete”

Per il Siulp non si sarebbe trattato di una semplice leggerezza o di un errore nella comunicazione. Rendere pubblica la posizione di un posto di controllo, sostiene il sindacato, “può permettere a chi riceve l’informazione di modificare il proprio percorso, evitare la zona sottoposta a controllo o sottrarsi alla presenza degli operatori“. E c’è un ulteriore elemento che preoccupa il sindacato: la natura stessa dei gruppi Telegram. Una volta diffusa all’interno di una chat, l’informazione può essere inoltrata e raggiungere altre persone, rendendo di fatto impossibile sapere chi possa riceverla e per quale scopo possa utilizzarla.

“Un posto di controllo non è un ostacolo burocratico da segnalare per evitarlo”, afferma il Siulp, ricordando che i controlli rappresentano uno degli strumenti attraverso i quali gli operatori possono individuare persone ricercate, veicoli di interesse operativo, soggetti coinvolti in attività criminali e situazioni potenzialmente pericolose per la collettività.

Il sindacato: “Così si vanifica il lavoro degli agenti”

È proprio su questo aspetto che il Siulp concentra la parte più dura della propria presa di posizione. Anticipare la posizione di un dispositivo di Polizia, secondo il sindacato, significa comprometterne l’efficacia preventiva e contemporaneamente aumentare l’esposizione al rischio degli uomini e delle donne impegnati sul campo.

“Le donne e gli uomini della Polizia di Stato affrontano ogni giorno rischi concreti per garantire la sicurezza di tutti”, sottolinea il sindacato, secondo cui nessuno dovrebbe considerare normale la diffusione pubblica della loro posizione operativa.

Un richiamo particolarmente netto viene rivolto anche a chi ricopre incarichi istituzionali. Per il Siulp, proprio chi svolge un ruolo pubblico dovrebbe essere consapevole della delicatezza delle informazioni riguardanti i dispositivi di sicurezza e delle possibili conseguenze della loro diffusione.

Il sindacato si spinge oltre e sottolinea che a indignarsi dovrebbero essere anche i cittadini, perché l’eventuale diffusione dei controlli non riguarderebbe soltanto il lavoro degli agenti, ma inciderebbe direttamente sull’efficacia delle attività di prevenzione svolte a tutela della comunità.

“Non ci interessa il colore politico”

Il Siulp chiarisce poi di non voler trasformare il comunicato in una presa di posizione politica.

“Non ci interessa il colore politico di chi ha diffuso quell’informazione: ci interessa che non accada più”, afferma il sindacato, che non chiede dimissioni e rivendica la propria estraneità al confronto politico in corso.

La richiesta è invece precisa: la sicurezza degli operatori deve essere tutelata e l’attività di prevenzione e controllo della Polizia di Stato non deve essere compromessa da nessuno.

Una posizione che il Siulp intende formalizzare anche nelle sedi istituzionali. Il sindacato ha infatti annunciato di voler portare l’episodio all’attenzione del Questore e del Prefetto di Lucca, oltre che della Segreteria nazionale della sigla sindacale affinché siano valutati tutti i profili della vicenda e, qualora ne ricorrano i presupposti, siano adottate le iniziative di competenza.

“Valutare tutti i profili della vicenda”

Non soltanto, dunque, una presa di posizione pubblica. Il sindacato chiede che l’episodio venga esaminato sotto ogni possibile profilo, compresi quelli che potrebbero avere una rilevanza ulteriore, lasciando alle autorità competenti ogni valutazione.

Il messaggio conclusivo di Lombardi è altrettanto netto: il Siulp continuerà a vigilare affinché gli agenti possano lavorare in condizioni di sicurezza reali e perché le informazioni relative alla dislocazione dei dispositivi di Polizia non diventino uno strumento utilizzabile da chi vuole sottrarsi ai controlli.

“La posizione di una pattuglia di Polizia non è un’informazione da divulgare”, ribadisce il sindacato.

E su questo, conclude il Siulp “non arretreremo”.

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