Posti di blocco, l’assessore fa la “vedetta” su Telegram. Il Cosap: “Chi rema contro le divise deve andare a casa”

VIAREGGIO“Chi rema contro le divise deve andare a casa”. È questo il passaggio più netto della presa di posizione del sindacato di Polizia Cosap, firmata dal segretario nazionale Sergio Scalzo, sulla vicenda che coinvolge l’assessore Rodolfo Salemi e la segnalazione dei posti di controllo della Polizia attraverso il gruppo Telegram “Anonymous Versilia”. Una presa di posizione che il sindacato ha deciso di mettere nero su bianco in una lettera indirizzata al Prefetto e al Questore di Lucca.

Il Cosap parla di “profonda indignazione” e di “totale rigetto” davanti a quella che Scalzo definisce una vicenda di particolare gravità sotto il profilo della responsabilità istituzionale. Nella nota, il sindacato respinge infatti l’idea che l’episodio possa essere considerato una semplice “imprudenza”, una leggerezza sui social o un errore nella comunicazione.

“Si tratterebbe, al contrario, di un grave gesto di irresponsabilità istituzionale che potrebbe avere conseguenze concrete e devastanti per la sicurezza pubblica e per l’incolumità degli operatori”, scrive Scalzo.

Il riferimento è alla pubblicazione, all’interno del gruppo Telegram “Anonymous Versilia”, di indicazioni sulla posizione dei posti di controllo della Polizia, proprio mentre era in corso un’operazione straordinaria di controllo del territorio coordinata dalla Questura. Una chat che, sottolinea il Cosap, conta quasi seimila iscritti.

Per il sindacato, il punto centrale è rappresentato dalle possibili conseguenze della diffusione di quelle informazioni. “Rendere pubblica la posizione di un posto di controllo permette a chi riceve l’informazione di modificare il proprio percorso”, si legge nella nota. E non solo: un messaggio pubblicato su una piattaforma come Telegram “può essere inoltrato all’infinito e raggiungere chiunque”, rendendo impossibile sapere chi possa riceverlo e quale uso possa farne.

Scalzo richiama quindi la funzione stessa dei controlli delle forze dell’ordine. “Un posto di controllo non è un fastidioso ostacolo burocratico da segnalare per essere evitato”, scrive il segretario nazionale del Cosap, ma “la dimostrazione materiale della presenza dello Stato e della costante vicinanza delle Forze dell’Ordine ai cittadini onesti”.

Nella nota viene ricordato come i controlli su strada costituiscano uno degli strumenti attraverso i quali gli operatori possono individuare “persone ricercate, veicoli di interesse operativo, soggetti coinvolti in attività criminali e situazioni potenzialmente pericolose per la collettività”.

Da qui la preoccupazione espressa dal sindacato anche per la sicurezza degli agenti. Secondo Scalzo, anticipare pubblicamente la dislocazione di un controllo significa “comprometterne deliberatamente l’efficacia preventiva” e può avere come conseguenza anche quella di “aumentare l’esposizione al rischio e pregiudicare l’incolumità fisica degli uomini e delle donne impegnati sul campo”.

Il Cosap punta poi direttamente sul ruolo istituzionale ricoperto da Salemi. Chi ricopre un incarico pubblico, sottolinea il sindacato, dovrebbe avere “la piena e matura consapevolezza della delicatezza delle informazioni riguardanti i dispositivi di sicurezza”.

Ed è proprio per questo che Scalzo giudica “del tutto incongrue e politicamente offensive” le giustificazioni fornite dall’assessore, che ha espresso le proprie scuse per “l’imbarazzo provocato”, precisando di non aver avuto alcuna intenzione di ostacolare l’attività di controllo.

Il Cosap introduce poi una questione che riguarda direttamente le deleghe dell’assessore, tra cui quelle alle Politiche giovanili. “Quale messaggio educativo si intende trasmettere alle nuove generazioni”, domanda Scalzo, “se proprio l’assessore con delega alle Politiche Giovanili assume il ruolo di ‘segnalatore telematico’ dei dispositivi di controllo del territorio?”.

Una domanda che, nella lettura del sindacato, coinvolge innanzitutto i cittadini: “A indignarsi profondamente dovrebbero essere in primis i cittadini onesti”, si legge nella nota, perché un comportamento di questo tipo, secondo il Cosap, incide negativamente sull’efficacia della prevenzione svolta dalle forze dell’ordine.

Ma la parte più dura della lettera riguarda la scelta della sindaca Sara Grilli di respingere le dimissioni di Salemi e di confermarlo nell’incarico. Il sindacato definisce questa decisione una sorta di “sanatoria” dell’accaduto e parla di un “oggettivo e quotidiano vulnus al rispetto dovuto a tutte le donne e gli uomini in divisa”.

“La scelta della prima cittadina di legittimarla, blindando la propria Giunta a scapito della tutela dell’operato delle Forze dell’Ordine, desta profonda e motivata preoccupazione istituzionale”, sostiene Scalzo.

La presa di posizione arriva dopo che Salemi, nel confronto con la sindaca, ha riconosciuto l’errore, si è scusato con le forze dell’ordine e ha rimesso nelle mani della prima cittadina le proprie dimissioni, poi respinte.

Per il Cosap, però, la questione non può chiudersi con le scuse dell’assessore e con la sua permanenza in Giunta. La lettera di Sergio Scalzo porta infatti il caso direttamente all’attenzione del prefetto e del questore, ponendo al centro la tutela degli operatori, l’efficacia dei dispositivi di controllo e la responsabilità di chi ricopre incarichi istituzionali.

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