TORRE DEL LAGO — Il 72° Festival Puccini si è chiuso tra comunicati trionfali. Ma sotto quel rumore di fondo, sostiene Sandra Mei, ex assessore alla Cultura del Comune di Viareggio, c’è soprattutto il silenzio dei fatti. «Spettacoli allestiti in fretta, prove ridotte, molte, troppe sostituzioni dell’ultima ora — attacca — nessun numero verificabile, nessun bilancio preventivo, nulla sull’Accademia e sui suoi conti».
Il bersaglio dell’intervento è però soprattutto un altro: le dichiarazioni televisive del presidente della Fondazione Festival Pucciniano, Fabrizio Miracolo, che nei giorni scorsi ha annunciato che i lavori di Villa Caproni sono a rischio. “La villa inaugurata con gran pompa in campagna elettorale: un tetto e una facciata — osserva l’ex assessore — E dentro? Restano i problemi, e restano da riscuotere i contributi del Comitato Nazionale”.
Mei ricorda che tutti gli altri interventi legati alle celebrazioni del centenario pucciniano sono stati collaudati e rendicontati: «Mancava solo Villa Caproni».
Il nodo, nella ricostruzione dell’ex assessore, è la provenienza delle risorse. «Sia chiaro: quei 1.250.000 euro non sono caduti dal cielo. Li ha ottenuti il Comune di Viareggio, tra i promotori delle celebrazioni nel Comitato, garantendo con il fondo di dotazione e con una donazione di 200.000 euro accettata dalla città».
Da qui la sequenza di domande rivolte direttamente al presidente della Fondazione: “Dov’è finito quel denaro? Perché un cantiere così finanziato è “a rischio”? Quando ha avvisato il Comune?“. E ancora, sull’ipotesi — rilanciata dallo stesso Miracolo — di affittare un immobile per ospitare l’Accademia: “Con quale coraggio, prima di finire una villa pagata dai cittadini, annuncia di volerne affittare un’altra per un’Accademia di cui nulla si sa?”.
La chiusura è una richiesta di trasparenza: «Viareggio ha diritto a numeri, non a fanfare: conti, cronoprogramma e verità sui costi».
Non è il primo scambio a distanza tra Mei e i vertici del Pucciniano. Lo scorso maggio era stato Miracolo a replicare alle critiche sulle «incertezze» della Fondazione arrivate dall’area di Fare Viareggio, sostenendo che chi oggi ne denuncia i limiti ha fatto parte, negli anni, delle scelte gestionali contestate. Dalla Fondazione, al momento, non è arrivata alcuna risposta all’intervento dell’ex assessore.